La libertà di scegliere di essere Zitelle.

zitelle-1Zitella. Una parola che anticamente si utilizzava parlando di  una giovane ragazza in età da marito, nel corso del tempo ha preso un’accezione negativa, per parlare delle donne che, contrariamente a quanto la società vorrebbe, non si sono mai sposate, o  meglio, non sono mai riuscite a sposarsi.  Quelle donne che, secondo molti,  vivendo sole per la vita, si danno alla compagnia dei gatti, diventando, oltre che zitelle, gattare. Queste donne sono le protagoniste di  Kate Bolick, autrice di un libro autobiografico che come titolo porta proprio questo: Zitelle – Il bello di vivere per conto proprio.

 Il romanzo è nato in seguito ad un suo articolo per The Atlantic in cui dichiarava di preferire una vita da single ad un matrimonio mediocre. Il pezzo ha avuto così tanto successo che la Bolick ha approfondito, in  trecentotre pagine che sono diventate un caso editoriale, la questione.

Zitelle, uscito in Italia per Sonzogno con traduzione di Silvia Rota Sperti, è provocatorio, spiazzante in prima battuta, ma assolutamente sovversivo nel dare voce alle donne che vedono la bellezza dell’essere spinster ( zitella, appunto).

Kate Bolick racconta se stessa, la sua vita, la sua famiglia, l’educazione che ha ricevuto e che abbiamo ricevuto in molte. La storia di una donna che non si sposa, che passa la sua vita senza un marito e dei figli accanto, rischia di dar vita a commenti non proprio positivi, anzi. Ed è da qui che parte l’indagine dell’autrice, che si rende conto di quanto nella storia le bambine di tutto il mondo abbiano immaginato l’abito bianco, si siano chieste, crescendo, chi avrebbero sposato, e quando. Questo pensiero romantico, che ha fatto parte anche della mente della giovane Bolick, è diventato poi un fastidio, perché essere “zitelle” non è certo negativo, scoprire quanto possa essere appagante la vita da single non può essere additato come condizione sociale, perché è semplicemente un approccio alla vita, come ce ne sono tanti.  Essere indipendenti e stare bene da sole è comunque importante, ed effettivamente nel tempo le condizioni in questo senso sono cambiate: la scrittrice parte dalle sue eroine pioniere come Edith Wharton e Maeve Brennan ( ispiratrice del personaggio di Truman Capote, Holly Golightly), donne dichiaratamente inclini all’autonomia e all’avventura, e trova ispirazione in loro.

D’altro canto ci rendiamo conto che la condizione di donna non sposata, che non ha necessariamente bisogno di un uomo al suo fianco per vivere la propria vita, si è fatta largo nel mondo reale tanto che anche televisione, cinema e fiabe si sono adattate. Al bando Cenerentola, se perdiamo per strada la décolleté non abbiamo necessariamente bisogno che il Principe Azzurro ci aiuti a rimetterla. kate-bolick

La storia della Bolick, la sua ansia davanti al matrimonio, la stretta allo stomaco di fronte ad una vita scandita dagli orari che una famiglia per forza di cose impone, è cosa comune a molte donne oramai, e quello che ha scritto nel suo libro, in maniera anche divertente, è sincera: non un inno alla zitellaggine,  piuttosto una riflessione sulla libertà di scegliere la propria vita come meglio si crede senza essere giudicate o doversi giustificare.

Una lettura serale, ça va sans dire, per tutte quelle donne che dormono sole in un lettone, potendo occupare tutto lo spazio e senza preoccuparsi che qualcuno russi al loro fianco. Quelle che però spesso si sentono chiedere – e tu, quando ti sposi?- con successivo piccolo cedimento dato dall’idea che qualcuno possa vederti come la poverina che invecchierà da sola con i suoi micetti. Il messaggio di Zitelle è: dissipate ogni dubbio, fregatevene, e godetevi il fatto di dover chiedere solamente a voi stesse – cosa faccio di bello oggi? – .

 

Kate Bolick

Zitelle

Sonzogno

Pagine: 304

Prezzo: 17,50 euro

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