A proposito di Marta.

Dopo aver raccontato se stesso e la storia della moglie Silvia in La fine del giorno, e suo padre in Mio padre era fascista, Pierluigi Battista è tornato a raccontare la sua famiglia con A proposito di Marta. Le poche cose che ho capito di mia figlia. Il libro, edito Mondadori, narra le differenze, a quanto pare abissali, tra un padre di sessantacinque  ed una figlia di venticinque anni. Lo stile dell’autore è riconoscibile, tanto ironico quanto riflessivo.

Battista ha voluto raccontare Marta e la sua generazione, l’atteggiamento dei giovani di oggi verso la politica, la religione, la medicina, il cibo, la lettura. Verso la vita, insomma.

Storicamente tutti i genitori hanno dovuto confrontarsi con i figli e il loro modo di approcciare la vita, anche in relazione alla società che subisce continui cambiamenti.

La generazione dell’autore è quella affacciata sul capitalismo, che non ha vissuto in prima persona i giorni di guerra e fame dei  genitori o dei nonni, e quindi non può sapere se “si stava meglio quando si stava peggio”, cosa per altro del tutto improbabile, ammette lo stesso Battista. Tuttavia, come i suoi coetanei, l’autore  conserva il ricordo dei racconti familiari. Ma negli ultimi venticinque anni, gli anni di Marta, il modo di vivere è cambiato repentinamente, velocissimo, portando da quella che una volta era la fame e la speranza di mangiare tutti i giorni al controllo quasi ossessivo del km zero, del biologico, dei semi dai nomi più improbabili che arrivano dalle parti più sconosciute del globo terrestre; non c’è più la cartina per orientarsi in una città che non è la nostra, c’è google maps;  non ci sono più le cabine telefoniche, ci sono gli smartphone che ti permettono di chiamare chiunque in qualsiasi momento da qualsiasi luogo e metterti in contatto col mondo intero tramite internet.

Insomma, le cose in comune, tra Pierluigi e Marta non ci sono. Ma lo scrittore, al contrario di molti amici coetanei, non soffre particolarmente di quel senso di nostalgia che prende di solito durante i racconti di quando si era ragazzi e si faceva così e cosà e non c’era quello e non c’era quello ma quanto era tutto più poetico. Piuttosto guarda con grande curiosità verso la figlia e i suoi amici. Marta e Pierluigi non si scontrano, si osservano.

Così leggendo questo personale quanto universale saggio si sorride molto, si ride al racconto di Marta e dei suoi amici in vacanza,a colazione, di fronte ad un vassoio di brioches appena sfornate e una  pila di quotidiani portati dal papà di Marta. I ragazzi non si rendono nemmeno conto della presenza di  quegli oggetti obsoleti e un po’ alieni chiamati giornali, o se se ne accorgono li toccano appena. Si dice che i giornali ( specie il cartaceo ) stiano morendo, e sembra sia così. Oramai le notizie arrivano dai social network, quei mondi spesso demonizzati ma anche fonte di miliardi di nozioni e informazioni che tra l’altro grazie ad incredibili algoritmi appaiono sulle nostre perché quasi  certamente  di nostro interesse.

Una parola ricorrente in A proposito di Marta è “vintage” : dalla musica all’abbigliamento, per fare un esempio, è tutto un riutilizzo per la generazione di Marta, nel senso migliore del termine ( anche i giornali saranno presto vintage, ma non nello stesso senso), un modo per tornare indistintamente agli anni ’50 oggi e ai ’70 domani, senza soluzione di continuità, senza coerenza, ma con curiosità. Sarà anche per questo che la figlia dell’autore conosce le canzoni di quando lui aveva la sua età, mentre lui si guardava bene dall’ascoltare quella ascoltata dai suoi genitori, perché immerso in un’epoca che voleva rompere con la tradizione. Perché  vintage non è” vecchio”, c’è una sottile ma decisa differenza , e diventa un modo per interpretare le diversità che separano padre e figlia, perché come lui stesso scrive “rende fluidi i concetti di prima e dopo”.

Un’analisi sociologica, quella di Pierluigi Battista, che nei ringraziamenti ha inserito gli amici della figlia per avergli permesso di sbirciare nelle loro vite, benché loro ne fossero inconsapevoli. D’altronde la professione di giornalista, anche questa in un momento storico complesso, richiede una buona dose di spirito d’osservazione. E a Pierluigi Battista non manca di certo.

 

Pierluigi Battista

A proposito di Marta

Mondadori

Pagine: 202

Prezzo: 18,00 euro

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