I fiori sopra l’inferno del Commissario Battaglia.

Un paesaggio circondato dai boschi freddi, contraddistinto da un’atmosfera gelida, affascinante e a tratti inquietante, è quello di Travenì, paesino immaginario delle Dolomiti friulane, inventato da Ilaria Tuti, autrice esordiente con un thriller mozzafiato intitolato Fiori sopra l’inferno ( Longanesi ).

La prima scena coinvolge il lettore in un caso di omicidio, un tremendo omicidio in cui la vittima, un uomo, è stata privata degli occhi e adagiata per terra con cura maniacale da parte del suo assassino.

A capo delle indagini c’è la sessantenne Teresa Battaglia, Commissario dal passato oscuro, una donna che si presenta agli altri in maniera dura, a volte fastidiosa e antipatica. Eppure chi conosce Teresa e lavora con lei da tanto tempo sembra volerla proteggere. A far parte della sua squadra, oltre ai personaggi che da anni la seguono, c’è anche l’ispettore Massimo Marini, che non sa spiegarsi come mai  tutti quanti abbiano così tanto riguardo per quella donna che non si lascia avvicinare.

Teresa è una profiler, e secondo la sua esperienza il delitto appena avvenuto è frutto della mente di un potenziale serial killer, i dettagli non lasciano spazio ad altre interpretazioni. Ed effettivamente qualcosa accade; ci sono altre vittime, ma nessuna di loro viene uccisa: si tratta di tremende aggressioni in cui la mente malata a cui la squadra della Battaglia sta dando la caccia ha come scopo quello di asportare parti del viso. Qualcuno tra gli aggrediti  riesce a sopravvivere, altri no. Si tratta di uomini e donne, e a parte il fatto di esser parte della stessa comunità , non si riesce a capire cosa abbiano in comune, perché l’aggressore abbia scelto proprio loro.

Teresa indaga e viene a contatto con le persone del luogo e i figli delle vittime, bambini legati in maniera profonda, amici di sangue, che si sostengono ogni giorno. In quei momenti, quando Teresa parla con ognuno di loro, Marini riesce ad intravedere il vero animo del Commissario, in realtà fragile ed empatico: quello che mostra al mondo è in realtà una corazza dietro la quale nascondersi. Anche se Marini non sa, e d’altronde non lo sa nessuno, che la vita della donna sta attraversando un momento difficile, fatto di blackout che non lasciano pensare a nulla di buono.

Il caso è complesso, presenze oscure nel bosco sembrano fantasmi creati dalla mente dei bambini e degli abitanti di Travenì e mai persone reali. Eppure quello che sta accadendo lo è, e forse arriva da tempi passati, dagli anni sessanta, quando in una scuola austriaca accadeva qualcosa di molto sinistro.

Ilaria Tuti col suo romanzo regala continui colpi di scena anche grazie ai luoghi descritti  così bene da essere parte integrante e fondamentale della trama. Perché se Travenì nella realtà non esiste, il contorno è tutto vero, nonché terra di provenienza dell’autrice.

 

 

 

 

Ilaria Tuti

Fiori sopra l’inferno

Longanesi

Pagine: 366

Prezzo: 16,90 euro

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