Documenti, prego

Chi conosce Andrea Vitali, chi legge i suoi libri, è abituato alla cornice di Bellano, a gialli che sembrano riportarci indietro nel tempo, in cui sono previsti non pochi sorrisi durante la lettura. Per questo, forse, leggendo Documenti, prego ( Einaudi) si rimane un pochino spiazzati. Questa è una trama che lascia un senso d’angoscia addosso, una storia che si ripete e si ripete, sembra all’infinito, sembra di poterne uscire.

Il funzionario di una ditta, benestante, con moglie e figlio, che vive in una villetta, che viaggia molto e pernotta in hotel di lusso, si ritrova ad essere portato via da due uomini, uno dei quali con i baffetti, durante una sosta in autogrill in compagnia di due colleghi. E’ notte, i tre si fermano per un caffè, lasciano l’auto davanti ad un posto per disabili, e mentre stanno per prendere le loro tazzine, i due uomini entrano e chiedono a chi appartenga la macchina parcheggiata male. Il protagonista risponde, aggiungendo che tempo di bere il caffè sarebbero andati via, pensando di chiuderla lì: invece “baffetto” gli chiede di seguirli, per un semplice controllo dei documenti. Proprio così: eccola la frase che da il via al thriller psicologico: “Documenti, prego”.

 

Da quel momento per il personaggio di Vitali inizia un vero e proprio incubo, tornare a casa, nel  suo letto, accanto alla moglie, diventa il sogno più grande della sua vita. A tratti sembra che effettivamente si risolva tutto, ma non è così. Non c’è pace. Non c’è confine tra realtà e sogno.

 

 

Un libro che lascia un che si smarrimento, una voglia di scappare via. E quella sensazione che la routine sia troppo spesso sottovalutata.

Andrea Vitali

Documenti, prego

Einaudi

Pagine: 111

Prezzo: 13,00 euro

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