Il valore della Biblioteca per Signorine Salani

I libri della Biblioteca per Signorine Salani facevano parte di una letteratura cosiddetta d’evasione, che in realtà aveva un’importanza fondamentale per comprendere la figura della donna nella società, per capire le dinamiche del matrimonio, della storia.

Dalla fine dell’800 e per svariati decenni, questi libri sono stati pubblicati raccontando storie per dare alle signorine un’educazione: sul  ruolo che si andava a ricoprire, un’educazione sentimentale, cultura e società, a cui molto spesso non erano ammesse. A raccontare tutto questo è Miranda Miranda, che per Scrittura&Scritture ha pubblicato Una vita da Signorina – Viaggio nella raccolta più popolare della letterature cosiddetta di evasione.

L’autrice narra di questi libri che da bambina trovava in casa della nonna, dice che la sua è l’ultima generazione ad aver letto i volumi dedicati alle ragazze, e anche attraverso le sue personali esperienze si è resa conto dell’utilità della biblioteca delle Signorine, che solo apparentemente sembra trattare temi frivoli e futili, in realtà molto utili per capire l’evoluzione della figura femminile nel corso degli anni. Dall’economia domestica e dell’importanza di una casa sempre perfetta, elegante e pulita, sino ad arrivare ai cambiamenti , al momento in cui le Signorine si sono tolte i guanti, che dovevano indossare sempre quando uscivano di casa, per arrivare al ’68 e agli anni ’70, quando la società ha visto e vissuto un’ importante  svolta. Continua a leggere

Affari poetici

Gli amanti della poesia apprezzeranno certamente Affari poetici- I doni della poesia, un volume curato da Kemeny, tra i fondatori del Mitomodernismo, con  Flaminia Cruciani e Pennecchi per Effigie Edizioni.

Affari poetici è un’antologia della prima azione del movimento Poetry ad Discovery, nato dal lavoro di tutti i poeti che negli anni, nei secoli, hanno sognato di cambiare il mondo, attraverso l’esistenza. Oggi, come ha detto Kemeny ” nel contesto di una civiltà sull’orlo indecoroso del tramonto, la poesia risuona come rivoluzionaria nel riuscire a risvegliare le energie del pensiero, l’immaginazione e l’entusiasmo esistenziale e altruistico, tracciando i confini di un cosmo preda dell’indecente caos contemporaneo”. Continua a leggere

L’incredibile vita di Adelina Tattilo

La storia di una donna incredibile, che ha precorso i tempi, uno di quei nomi che non tutti conoscono, ma che hanno lasciato il segno. Lei è Adelina Tattilo, la cui vita viene raccontata da Dario Biagi in un volume edito Odoya.

Adelina Tattilo, una favola sexy, è la biografia di una donna arrivata dal nulla, spostasi con un noto personaggio degli anni ’60 e ’70, Saro Balsamo, pioniere della stampa erotica italiana.

Con Saro, Adelina ( 1928- 2007)ha costruito una famiglia e ha seguito passo passo la carriera del marito, prendendo poi le redini dell’impero quando guai giudiziari hanno coinvolto il marito. Continua a leggere

Il senso di colpa del Dottor Zivago

Il senso di colpa del Dottor Zivago, appena pubblicato da La Nave di Teseo, è un breve libro, nemmeno cento pagine, di Pierluigi Battista, che inizia raccontando del 16 agosto 1960, quando alla porta di Olga Ivinskaja  bussa forte la polizia sovietica.  Olga sa di cosa si tratta: del Dottor Zivago, ovvero Boris Pasternak.

Boris Pasternak è stato un grandissimo scrittore, poeta e autore de Il Dottor Zivago, romanzo premiato nel 1958 con il Premio Nobel che lui mai ha ritirato, come intimato dal regime. Continua a leggere

Ma tu come la fai la caponata?

” Ma tu come la fai la caponata? “ non è solo il titolo di un libro, ma anche una delle prime frasi che si sono rivolti i due protagonisti al centro di questo volume da poco pubblicato da Harper Collins. I due nello specifico sono Chiara Maci, nota food blogger, e Filippo La Mantia, cuoco e proprietario di un ottimo ristorante di Milano. Chiara e Filippo sono una famiglia, hanno un figlio, e due vite piene, che si completano nonostante le differenze. 

Maci e La Mantia si sono conosciuti a Roma, quando lui viveva nella capitale, e se è vero che gli opposti si attraggono questa relazione ne è la conferma:  Filippo è molto più grande di Chiara, siciliano, anzi gentiluomo siciliano, non appartiene a quella generazione 2.0 dove instagram è diventato un modo per farsi vedere, un blog un modo per far carriera, e soprattutto è un cuoco, non si definisce Chef. Chiara, per contro, nel 2009 ha lasciato una professione nel marketing aziendale per andare incontro all’incerto, aprendo con la sorella un blog chiamato appunto  “Sorelle in pentola” per poi intraprendere la strada delle ricette e presto quella della televisione. Continua a leggere

La scelta #Childfree di Michela ( e di tante donne ). Non chiedetelo più!

Sarebbe senza dubbio più facile, quando  sei donna e raggiungi i quarant’anni o giù di lì e non hai figli ( anche se ha un compagno), dire a tutti che non puoi averne. Probabilmente tutti ti guarderebbero dispiaciuti, ma alla fine la cosa si fermerebbe lì. Invece quando dici alle persone che di figli tu non ne vuoi, ancora oggi vieni guardata un po’ di traverso, come se fosse una cosa anormale, come se non fosse possibile, per una donna, non arrivare mai al punto della propria vita in cui procreare è l’unica cosa importante da fare. Perché non vuoi figli??!

Michela Andreozzi, regista, attrice e autrice, racconta tutto questo, con tono ironico e divertente in Non me lo chiedete più, libro edito HarperCollins. #Childfree è l’hashtag giusto. La libertà di non volere figli e non sentirsi in colpa il succo del discorso.

Andreozzi è stata sposata, ha pensato di avere figli, ci ha anche provato con l’ex marito, ma non sono arrivati. E lei ha deciso che le andava bene in questo modo, perché tutto sommato avere un figlio non rappresenta per lei una priorità, perché per quanto i pargoli diano amore e soddisfazioni, non sono la via per far andar meglio la propria vita, specie se la propria vita va benissimo così com’è. Continua a leggere

Rimbaud e la vedova.

Tra aprile e maggio del 1875 Rimbaud arrivò a Milano dopo un rocambolesco viaggio a piedi dalla Svizzera, e lì venne ospitato da una donna, una vedova dai punti misteriosi che abitava in Piazza Duomo al civico 39. Questa storia è stata raccontata da Edgardo Franzosini in un libro pubblicato da Skira intitolato per l’appunto Rimbaud e la vedova. Il poeta, allora ventunenne, era inquieto, convinto di non avere più nulla da dire, tantomeno da scrivere; per questo aveva iniziato a viaggiare, vagabondando da un paese all’altro. L’autore del volume, dopo essere entrato in possesso di un articolo di giornale, ha scoperto del soggiorno di Rimbaud a Milano e ha deciso di volerne sapere di più: per questo ha dato vita a Rimbaud e la vedova, dove la vedova è una signora dignitosa, il cui marito mercanteggiava in liquori, e madre di un figlio mancato pochi mesi prima dell’arrivo del suo ospite, non è bella, tutt’altro, eppure pare abbia inciso profondamente nella vita del poeta come l’abissina Miriam che gli insegnò a  fumare, la fiamminga e procace Mia e la ragazza di Charleville che se ne andò subito dopo il loro primo appuntamento a cui si era presentata con la governante. Continua a leggere

Poesie, testi, opere d’arte che costruiscono la nostra memoria. Libere Letture.

Federico Roncoroni, autore della Grammatica italiana più adottata nelle scuole, torna con un libro, edito Mondadori, intitolato Libere Letture, che riporta quello che può succedere a tutti, nell’arco di una vita: imbattersi in opere d’arte, in testi, in poesie e dipinti che per svariati motivi non si dimenticheranno mai più. Magari non si rammenterà il titolo della stessa breve porzione di testo che torna alla memoria in maniera quasi del tutto esatta, ma quel che importa è quel contenuto, il senso, il messaggio. E quello che quell’opera ha significato per noi.

Roncoroni è uomo di cultura, e con una gran memoria, magari non accade a tutti di avere ben precise nella mente le pagine di un romanzo o di una poesia o il dettaglio di un quadro, ma qualcosa, della nostra giovinezza, del nostro percorso, inevitabilmente rimane dentro di noi. Anche solo per come l’abbiamo vissuto in quel momento. Continua a leggere

La provincia è sagra.

Un supereroe con tovaglia a quadri come mantello e un cappelletto sul petto. Così si presenta La provincia è sagra – Resistenza culinaria di un mondo in disfatta, nuovo libro del ferrarese Enrico Dal Buono, pubblicato da Historica  Edizioni.

Questo phamplet, scritto con tono ironico, racconta le sagre di provincia, nate per lo più negli anni ’90, ” feste di partito senza partito” , quelle che ancora resistono e che l’autore ci racconta tramite i personaggi che ne prendono parte, tramite il dialetto che tende a scomparire, tramite l’occhio di chi ha abbandonato la provincia, proprio come Dal Buono, per andare a vivere nelle grandi città, per trovare la possibilità di un lavoro migliore, per essere più libero, per espandere la propria mentalità. Continua a leggere

La vita da libraio di Shaun.

La vita dei librai oggigiorno è tutt’ altro che facile, si sa. Un po’ perché pare si legga sempre meno, un po’ perché le piattaforme come Amazon permettono alle persone di non dover mettere naso fuori di casa, ottenendo il volume che cercano in poco tempo a casa, mentre stanno comodamente sedute sul loro divano. Insomma, a meno che non si tratti di veri appassionati, che non entrano in libreria solo quando cercano un determinato titolo, ma anche per lasciarsi ispirare dagli scaffali pieni di pagine e dalle parole di un bravo libraio, quest’ultimo deve avere sempre nuove idee per mantenere a galla il proprio esercizio.

Einaudi ha da poco pubblicato un libro dal titolo Una vita da libraio,  che certamente piacerà molto alla categoria, e probabilmente tutti i venditori di libri, in un modo o nell’altro, si riconosceranno nelle parole del suo autore, Shaun Bythell, che per l’appunto di mestiere fa il libraio, di libri usati, in un paesino della Scozia che si chiama Wigtown. Continua a leggere