Il nuovo mondo del lavoro e come affrontarlo.

“Ma tu, Riccardo, che lavoro fai?”.

E’ la domanda che si sente rivolgere spesso Riccardo Pozzoli, autore per DeAgostini del libro Non è un lavoro per vecchi. Ed effettivamente la professione di Riccardo di vecchio non ha proprio nulla, e lui lo racconta bene, partendo dall’inizio, per rispondere al quesito che si sente rivolgere così tante volte. Nel 2009, l’allora ventitreenne Riccardo stava facendo uno stage a Chicago presso l’ufficio marketing di un’azienda leader nella produzione di articoli per l’irrigazione dei giardini. Al tempo il giovane era anche fidanzato con Chiara, una ragazza di Cremona che amava  fotografare i suoi outfit e pubblicarli sui suoi profili social. In America i blogger facevano già tendenza, e fu allora che i due ragazzi compresero che la passione di Chiara potesse diventare qualcosa di più di un hobby: un business.  Continua a leggere

Picasso. Uno, nessuno e centomila.

Picasso è probabilmente l’artista di cui si è parlato di più al  mondo: su di lui sono stati scritti saggi, romanzi, le persone che l’hanno conosciuto hanno sempre voluto dare testimonianza di quella che è stata la loro visione di un personaggio davvero unico.

Luca Scarlini, storyteller  saggista e drammaturgo ha pubblicato riguardo alla figura di Pablo Picasso un volume edito Skira intitolato Picasso. Uno, nessuno e centomila, in cui ha raccolto le parole di chi ha frequentato il pittore e scultore spagnolo, a cominciare da Fernande Olivier, pseudonimo di Amélie Lange, che a Picasso è stata legata per sette anni, dopo averlo conosciuto nel 1904, in una  spesso relazione difficile ( anche per via della gelosia, di lei e di lui), che ha portato alla realizzazione di una sessantina di ritratti della donna. Continua a leggere

I ribelli degli stadi.

In Italia il calcio è lo sport più seguito, quello per cui migliaia di persone ogni domenica ( o qualsiasi altro giorno si giochi) si riuniscono per dar vita a cori, voci, colori. Tutto per supportare  la propria maglia, la squadra che si è scelta per la vita qualsiasi cosa accada. Ogni tifoseria ha la sua “curva”, così viene definita la zona più “calda” dello stadio, quella frequentata da tifoseria organizzata, dagli ultras. Quella che ogni tanto può smettere di essere un supporto diventando un problema.

I ribelli degli stadi, libro di Pierluigi Spagnolo, giornalista della Gazzetta dello Sport, (non a caso il quotidiano più letto nel nostro paese) parla di questi tifosi, nel bene e nel male.

Spagnolo in questo saggio racconta la storia delle tifoserie, di quello che c’è di bello e di quello che c’è e c’è stato di brutto, di episodi da condannare e di quelli che invece non lo sono. Continua a leggere

Comunicazione e business nell’era dei selfie.

Il mondo cambiato alla rapidità della luce dai computer, da internet e dall’arrivo di social network e chat ha mutato radicalmente anche le nostre vite e il nostro modo di comportarci e rapportarci con gli altri. I nostri gesti sono legati agli smartphone, al controllo ossessivo di mail e facebook, di hashtag e via così.

Cresce inevitabilmente, perciò, il numero di testi che studiano questo fenomeno, cercando di analizzare quello che accade a noi, nelle nostre case, alle nostre famiglie e ai nostri amici. Un libro molto interessante in tal senso è People are media. Il business digitale nell’era dei selfie ( Modadori Electa ), scritto da Aldo Agostinelli, digital marketing director di Hewlett Packard a San Francisco nel 2013 e ora in Sky Italia come digital officer, e Silvio Meazza, cofondatore nel 2010 di M&C SAATCHI Milano. Due che della materia ne capiscono, insomma. Continua a leggere

Nasci, cresci e posta.

Come proteggere i figli dalle insidie della rete? Un tema sempre più dibattuto, questo. Sono molti i giornalisti e gli scrittori che si occupano di questo argomento molto complesso.  Se è vero che Internet permette di arrivare ovunque e a chiunque, questi stessi traguardi possono diventare un incubo quando si trasformano in stalking, bullismo e altre forme di violenza inaudita difficile da contrastare.

Simone Cosimi, giornalista, e Alberto Rossetti, psicoanalista e psicoterapeuta, si sono occupati della questione nel volume Nasci, cresci e posta. I social network sono pieni di bambini: chi li protegge? ( Città Nuova) , trattando il problema da un punto di vista familiare, dove i genitori devono essere in assoluto i primi a dare un’educazione ai loro bambini sulla vita virtuale. Cosa non facile, visto che i ragazzi, quelli nati con pc, tablet e smatphone in mano, sono scaltri e conoscono la rete molto meglio di papà e mamma.

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A proposito di Marta.

Dopo aver raccontato se stesso e la storia della moglie Silvia in La fine del giorno, e suo padre in Mio padre era fascista, Pierluigi Battista è tornato a raccontare la sua famiglia con A proposito di Marta. Le poche cose che ho capito di mia figlia. Il libro, edito Mondadori, narra le differenze, a quanto pare abissali, tra un padre di sessantacinque  ed una figlia di venticinque anni. Lo stile dell’autore è riconoscibile, tanto ironico quanto riflessivo.

Battista ha voluto raccontare Marta e la sua generazione, l’atteggiamento dei giovani di oggi verso la politica, la religione, la medicina, il cibo, la lettura. Verso la vita, insomma.

Storicamente tutti i genitori hanno dovuto confrontarsi con i figli e il loro modo di approcciare la vita, anche in relazione alla società che subisce continui cambiamenti. Continua a leggere

Avere, respingere e cercare nuovamente la religione secondo Ken Follett.

Ken Follett, l’autore della famosa trilogia de I pilastri della terra, Mondo senza fine e La colonna di fuoco ha pubblicato un breve libro ( uscito per EDB,  tradotto da Alessandro Zaccuri  e contente anche il testo in lingua originale), in cui narra la sua giovinezza e in particolare del suo rapporto con la fede: Cattiva fede.

La famiglia dello scrittore nato a Cardiff nel 1949, in cui il padre e il fratello hanno sposato due ragazze cugine tra loro per dar vita ad un nucleo ristretto e solido, apparteneva ad una congregazione protestante particolarmente severa, in cui le parole “mondano” e “piacere” erano bandite: non si ascoltava musica se non religiosa e  non c’era la televisione perché avrebbe distratto dalle sacre scritture da sapere a memoria al fine di non fare scena muta dinnanzi ad una qualsiasi domanda al riguardo che poteva capitare in ogni momento. Continua a leggere

Essere genitori è il mestiere più duro del mondo. Prima del click.

Essere genitori è il mestiere più difficile al mondo. Quando poi i figli arrivano all’adolescenza bisogna prestare molta attenzione, perché non importa in quale contesto si facciano crescere, non  importa quale educazione sia stata loro impartita: possono sempre finire nei guai, farsi trasportare in situazioni più grandi di loro, e mentre crescono ma ancora si devono definire come persona e adulto, farsi ingannare, farsi trascinare per paura di rimanere indietro e magari essere additati come “sfigati” è un attimo.

Quanto racconta Vincenzo De Feo in …Prima del click – Adolescenti lontano dai pericoli metropolitani è una situazione in cui molte famiglie si possono ritrovare, anche nella consapevolezza di aver sempre agito nel modo migliore per i propri figli.

De Feo, laureato in Scienze dell’ Informazione ed esperto in tecnologia e informatica, ha infatti voluto scrivere questo volume per raccontare la sua, si storia. Sua e di suo figlio. Continua a leggere

Giorgiana Masi. Indagine su un mistero italiano

Il 12 maggio 1977 Giorgiana Masi rimase uccisa a Roma, al termine di una manifestazione organizzata dai Radicali.  Quell’omicidio non ha mai avuto un colpevole.

Oggi, a quarant’anni di distanza, Concetto Vecchio, giornalista e scrittore, ha pubblicato un libro, un’indagine per riportare a galla questa morte senza soluzione, cercandone una. Continua a leggere

E’ il futuro, bellezza!

C’è stato un periodo, quello tra gli anni ’60 e gli anni ’70, in cui gli italiani, crisi o meno, avevano una certezza: quella di poter trovare lavoro. Su questo si costruivano le basi per la vita: sposarsi, fare dei figli, avere una certa sicurezza che in qualche modo sarebbe stato possibile vivere tranquillamente. I genitori lavoravano per far studiare i loro bambini, che poi sarebbero diventati grandi e a loro volta avrebbero trovato un impiego stabile, e così via. Continua a leggere