I consigli del libraio. A giugno c’e’ Laura Busnelli della Libreria Cultora, Milano.

La Libreria Cultora Milano nasce dall’omonimo quotidiano online di informazione culturale Cultora e riprende il format della Libreria Cultora Roma, nata nel 2015. Ha aperto nel giugno 2017 ed è specializzata in libreria indipendente, oltre a essere uno spazio eventi gratuito. L’obiettivo è creare una comunità di scrittori, lettori ed editori, che ruoti attorno a librai “vecchio stampo”, capaci di consigliare anche libri diversi da quelli che vanno per la maggiore. I soci titolari sono Laura Busnelli e Francesco Giubilei, adiuvati da Francesco Zamboni e Matteo Facchini. L’arredamento è sobrio, con un angolo lettura dove poter sfogliare i libri in santa pace, bevendo un caffè o un tè rigorosamente offerti. Non si vendono major ma si dà la precedenza a proposte più in linea con la “bibliodiversità”. Non è snobismo – vi si trovano pure manuali di cucina regionale – ma fiducia cieca in una prova di “resistenza civile”.
Da quest’anno Cultora è  libreria votante al Premio Bancarella.
 
I tre libri consigliati da Laura:

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L’ultima prova- Il romanzo di Nisida

Un collettivo di scrittori napoletani nato per raccontare la realtà del carcere minorile in maniera non artefatta, senza retorica: sono i Nisidiani, che all’interno dell’IPM di Nisida hanno imparato a conoscere i ragazzi e le loro storie, i loro caratteri, quello che sono stati, e che magari potrebbero diventare.

Valeria Parrella, Patrizia Rinaldi, Maurizio De Giovanni, Antonio Menna, Daniela De Crescenzo, Riccardo Brun e Viola Ardone. Sono loro gli autori che si sono incontrati grazie a Maria Franco, docente da trent’anni a Nisida, che pensato di proporre loro un lavoro comune, lavoro che poi è diventato L’ultima prova – Il romanzo di Nisida ( Editore Guida), un libro a tante mani che si sono unite nel corso di un laboratorio di scrittura nel carcere minorile.

L’ultima prova narra la storia di un gruppo di giovani detenuti mentre si preparano a mettere in scena il Macbeth di William Shakespeare, guidati dalle insegnanti Adele e Valeria. Continua a leggere

Una mail all’indirizzo sbagliato, e all’improvviso la vita cambia.

Un moderno romanzo epistolare, ma anche un po’ “on the road” , quello di Annarita Briganti, intitolato Quello che non sappiamo, appena pubblicato da Cairo ( come i primi due romanzi della giornalista , Non chiedermi come sei nata e L’amore è una favola).

Quello che non sappiamo è una lunga chat, quella tra Ginger e Paulo.  Ad agosto, con le città vuote e il caldo soffocante, all’indirizzo mail di Ginger arriva una mail di Paulo, che si lamenta del fatto che il personale del catering non si sia presentato. Ma quale catering? Ginger non si occupa di cucina tantomeno di catering, è evidente che la mail non fosse destinata a lei. Tuttavia la ragazza non ignora quanto scritto, risponde. Da qui inizia la relazione tra lei e Paulo, ristoratore. Continua a leggere

Maestoso è l’abbandono.

Un esordio che ha un che di poetico, quello di Sara Gamberini, che con Hacca Edizioni ha pubblicato il suo primo romanzo, Maestoso è l’abbandono.

Maestoso è l’abbandono è la storia di Maria, che incontriamo immediatamente mentre si trova di fronte ad una porta chiusa, e dopo troppi Campari è sul punto di abbandonare un uomo al quale, dopo tanti, troppi anni di fiducia, non crede più.

Maria  è inquieta, è una donna alla ricerca del senso della vita, del mondo. Da bambina si affidava alla fede in Dio, nonostante nella sua famiglia nessuno lo facesse, era sicura anche dinnanzi alle cose che non conosceva, poi, d’un tratto, una paura cieca si è impossessata di lei. Maria ha un rapporto strano, profondo e complesso con il Dottor Lisi, il suo psicologo, e proprio per questi motivi decide di non vederlo più, nonostante questo le provochi sofferenza. Continua a leggere

I consigli del libraio: a gennaio c’è Chiara Condò, della libreria Il pensiero meridiano, Tropea

Il pensiero meridiano è nato il 21 marzo 2015 a Tropea, piccolo paese arroccato sulla costa tirrenica. Ha il grande merito di aver finalmente fermato la sua titolare dopo un gran peregrinare in tutta Italia: Chiara Condò, classe 89, è nata a Roma ma cresciuta in Calabria, e dopo una laurea in slavistica a Pisa e un diploma alla Scuola Librai Italiani, ha deciso di tornare lì dove aveva mosso i suoi primi passi da libraia.

La libreria è piccola nelle dimensioni ma grande nei contenuti: la sua proposta è varia per accogliere i desideri di tutti i lettori – sia in estate, quando il paese è invaso da turisti da tutto il mondo, che in inverno quando si spopola bruscamente. Conscia dei limiti di un territorio povero di stimoli e strutture, il suo lavoro è fortemente orientato verso  bambini e i ragazzi, e realizza corsi, laboratori e affollati gruppi di lettura.

 

I tre libri consigliati da Chiara:  Continua a leggere

I consigli del libraio. A settembre ci sono Carmelo e Carla, di Libri e Bar Pallotta, Roma.

In piazza Ponte Milvio, centro della movida romana, davanti al ponte su cui si
svolse la battaglia tra Costantino e Massenzio e più di recente quella dei lucchetti, lì c’è Libri e Bar Pallotta. E’ qui che Carmelo e Carla, amici prima che colleghi, scelgono i libri, i cataloghi, le iniziative, gli autori da ospitare
portandoli  a “Libri a Mollo”, manifestazione da loro creata e che offre la possibilità di bere un cocktail sentendo parlare di un libro.

Per loro ogni libro è nuovo se non lo si è già letto, nessuna data di scadenza è determinata dal continuo avvicendarsi di titoli, uscite, novità, cercando ogni giorno di creare un’oasi di serenità. Qui, in pieno clima Malvaldiano, gruppi di vecchietti parlano di sport e acciacchi tra i libri per niente intimoriti anzi convivendo tranquillamente con i lettori che tra un caffè e un cappuccino scelgono e sfogliano i libri.

I tre libri consigliati da Carla e Carmelo:  Continua a leggere

I consigli del libraio. A luglio c’è Andrea Geloni della Libreria Nina, Pietrasanta.

Andrea Geloni ha studiato economia, ma doveva essere confuso. Poi un giorno si è arreso alla vocazione di libraio. La libreria Nina è nata nel 2008 da un’occasione colta al volo da tre persone che facevano tutt’altro ma che sognavano da tutta la vita che lo stare in mezzo ai libri, che era comunque la loro vita, potesse diventare anche il loro mestiere. Nina oggi sono Andrea e Valentina, e la libreria occupa la metà della platea di un ex cinema. Nell’altra metà c’è un negozio di antiquariato. Dovunque ti giri, sono sempre storie.

 

 

I tre libri consigliati da Andrea: Continua a leggere

Le donne di Jessica Shattuck, segnate da un conflitto mondiale.

Una storia che si rivolge al passato, quello che difficilmente si cancella, quando fa parte di noi stessi e delle persone a cui siamo legati.

Le donne del castello della scrittrice americana Jessica Shattuck, uscito per HarperCollins, ci riporta proprio ad un passato che non è poi così lontano. Ma lo fa in maniera  del tutto originale.

Il romanzo parla di uno dei periodi più bui della storia mondiale, quello del nazismo, della Seconda guerra mondiale, ma il punto di vista e inusuale è quello delle donne tedesche. Continua a leggere

I consigli del libraio. A maggio c’è Cristina Di Canio de Il mio libro, Milano.

Iniziamo oggi un’avventura tra le librerie d’Italia. Ogni mese, un libraio diverso, per consigliare tre libri da non perdere. 

Si chiama Cristina Di Canio ed è una spacciatrice di sogni.

Quando da piccola le chiedevano cosa avrebbe voluto fare da grande, rispondeva sempre “la libraia!”.
Poi è cresciuta, ha studiato, ha trovato lavoro in un’azienda e la sua vita sembrava avviata in quella direzione.
Però non era felice, al mattino non si svegliava entusiasta di andare al lavoro, voleva di più.
Volevo essere una libraia, il suo sogno di bambina era sempre dentro di lei.Così, nel 2010 ha preso una grande decisione: ha lasciato il suo lavoro serio e a tempo indeterminato e ha deciso di affittare un piccolo negozio di 30 mq, ha dipinto le pareti di lilla e ha dato vita alla sua libreria.

 

I tre libri consigliati da Cristina: Continua a leggere

E se una chat fosse in grado di rivelarci quando qualcuno ci sta mentendo?

Social network, applicazioni, chat: tutti prodotti della tecnologia che mirano a metterci in contatto col mondo, a trovare un nuovo modo di socializzare. Ma come spesso accade c’è il rovescio della medaglia: sapere tutto di tutti significa che tutti sanno tutto di noi, che la privacy è spesso violata, che ci ritroviamo ad essere contemporaneamente carnefici e vittime dello “spionaggio” volontario o meno portato dall’innovazione.

Prendiamo ad esempio la spunta verde di Whatsapp, l’app di messaggistica  gratuita, quella spunta che significa che la persona a cui abbiamo scritto ha letto il messaggio.  Può essere davvero frustrante  sapere di aver scritto a qualcuno che ha visualizzato ma non sta rispondendo…può esserci di peggio? Continua a leggere