Caterina e una vita che sembra crollare come un castello di carte. Eppure una voce le dice che…

Una vita mediamente serena non è necessariamente felice e appagante. Certamente non lo è per Caterina, professione pasticcera e proprietaria di un negozio in cui vende le sue dolci creazioni, fidanzata con un uomo di nome Giancarlo, Commissario di polizia, che potrebbe darle una perenne tranquillità. Questa è la  storia di Accendimi, libro scritto dall’autore e conduttore radiofonico Marco Presta pubblicato da Einaudi.

Caterina sembra avere tutto, eppure è infelice, quello che ha e non è ciò che vuole e che cerca.

In poco tempo tutto quanto sembra sfuggire al suo controllo, il mondo si mette contro di lei: non vuole più andare avanti nella sua relazione amorosa, il fratello Vittorio si rifà vivo dopo una vita pieno di problemi e in cerca di aiuto economico, la sua amica Susanna fa tutto tranne la parte dell’amica. Insomma, Caterina è disperata, e l’essere troppo buona, comprensiva e disponibile col prossimo in certi casi non sembra essere una qualità. Continua a leggere

Un padre e un figlio, due giorni e due notti per conoscersi.

Tra i più ispirati autori italiani c’è certamente Gianrico Carofiglio, che con il suo stile appassionante non sbaglia un libro. Quello appena pubblicato con Einaudi è però un romanzo assolutamente singolare, molto diverso da quello a cui lo scrittore barese  ha abituato i suoi lettori. Un romanzo unico, introspettivo, dove rimpianti, amore, scontri e incontri si mischiano per dar vita ad una lettura commovente. Si tratta di Le tre del mattino.

Le tre del mattino narra di Antonio e suo padre. Antonio racconta la sua storia arrivato a cinquantun anni, gli stessi che aveva il padre quando due giorni e due notti permisero loro di guardarsi e conoscersi come non era mai avvenuto prima. Quando Antonio era ragazzino soffriva di crisi epilettiche, e dopo svariati medici e cure, i suoi genitori, separati da anni, avevano deciso di portarlo a Marsiglia, da un luminare nel campo. Continua a leggere

Imparare la vita, l’amore, i tradimenti. Senza essere ancora nati.

L’ultimo romanzo dello scrittore inglese Ian McEwan è quantomeno sorprendente: sorprendente il protagonista scelto, sorprendente il richiamo all’Amleto di Shakespeare, sorprendente nell’ironia che affiora nella tragedia.

Il romanzo è Nel guscio ( Nutshell), uscito in Italia per la casa editrice Einaudi. Il protagonista è nientemeno che un feto. Esattamente. Un bambino che non ha ancora visto la luce, non ha ancora visto il mondo in cui vivrà, ma è già testimone di tradimenti e complotti.

La voce narrante è la sua, intervallata da quella degli altri attori del dramma: suo padre, sua madre, l’amante di sua madre, nonché fratello del padre.  Continua a leggere

New York e la corruzione.

Si sa, ne parlano tutti e ne abbiamo scritto anche qui su Letti a letto: Don Winslow è uno dei più grandi e autori di polizieschi in circolazione. Americano, ex investigatore privato e consulente di studi legali, ci ha abituati con la sua scrittura rapida e cruda al racconto dei cartelli della droga messicani, delle azioni della polizia per cercare di stanarli, del crimine e della malavita.

Dopo tanti romanzi come Il potere del cane (2009)  e Il cartello( 2015), è tornato con una storia che porta il lettore dall’altra parte della barricata, quella della giustizia. O meglio: presunta giustizia. Corruzione ( The force, questo il titolo originale) è uscito in Italia sempre per Einaudi Stile Libero Big, e racconta New York, la città dove accade tutto, e tutto per Danny Malone è Manhattan North, dove lui è il Re indiscusso della Special Force, meglio conosciuta come Da Force,un’ unità formata da uomini che si considerano fratelli e si conoscono alla perfezione che lavorano  sulle strade di Harlem, che conoscono tutti e tutto, che sanno dei movimenti di scambio della droga e che delle regole se ne fregano. Continua a leggere

Il ritorno di Malinconico.

Per chi oramai dieci anni fa ha iniziato ad amare l’Avvocato Malinconico, strepitoso personaggio nato da mente e penna di Diego De Silva, leggendo Non avevo capito niente, è certamente una bella notizia quella di ritrovarlo oggi in Divorziare con stile ( Einaudi), romanzo che non delude le aspettative, tra vive risate e un po’ di riflessioni sulla vita.

Vincenzo Malinconico è un avvocato dal poco successo e dal grande cinismo che lo rende ironico e vero, vicino alle persone, quelle che ogni giorno si ritrovano ad avere a che fare con un lavoro precario, con un matrimonio andato a monte e una famiglia allargata. Continua a leggere

L’arminuta. Il ritorno in una famiglia sconosciuta.

L’abbandono è qualcosa di straziante. Se non se ne comprende il motivo lo è ancora di più.

E una storia d’abbandono è quella raccontata da Donatella di Pietratonio in L’arminuta ( Einaudi): un romanzo potente, la storia di una ragazzina che un giorno, senza preavviso alcuno, viene portata da quello che aveva sempre conosciuto come suo padre a casa della vera madre. Continua a leggere

Una realtà più vicina di quanto si creda. La regola dei pesci racconta le paure dei nostri tempi.

La regola dei pesci di Giorgio Scianna è un romanzo che narra le angosce dei nostri tempi.

Una storia così riuscita da risultare ipnotizzante, perché ci mette di fronte ad una realtà che non possiamo sottovalutare, dalla quale magari crediamo di essere distanti, ma che invece è tristemente vicina.

Roberto, Ivan, Lorenzo e Anto sono amici e compagni di classe, hanno terminato la 4C del liceo Tommaseo di Pavia e sono partiti come tanti ragazzi della loro età per una vacanza all’insegna del divertimento, in Grecia. Sembra una cosa banale, ma il problema è che quando la scuola inizia di nuovo, e loro dovrebbero trovarsi seduti ai loro banchi per l’ultimo anno, i quattro non si presentano. Non lo fanno a settembre, non ad ottobre, non a novembre. I ragazzi sono scomparsi dal 22 luglio, ultima volta in cui hanno dato loro notizie alle rispettive famiglie.  Continua a leggere

Per affrontare le paure si possono mettere tutte le emozioni in una scatola magica.

Una lettera ad un figlio ancora piccolo, ma anche una lettera a se stessa, perché ci sono strade che vanno affrontate insieme, per cercare di capire ciò che succede nel mondo e negli animi. Oggi parliamo di Sono cose da grandi, che è si una frase ricorrente nel rapporto genitori/bambini per sviare a domande dalle risposte che crediamo troppo difficili da dare ad un figlio, ma anche il titolo dell’ultimo libro scritto da  Simona Sparaco per la Casa editrice Einaudi.

Poco meno di cento pagine in cui una mamma parla al suo bimbo, di nome  Diego, delle paure, di come cercare di affrontarle. Perché ogni giorno abbiamo a che fare con le paure: alcune spariscono, altre nascono, e crescendo, rendendosi conto di quello che succede intorno a noi, prendendo coscienza, possono aumentare. E allora non sono cose da grandi, Simona Sparaco lo spiega con fermezza e tenerezza. E’ possibile mettere insieme queste due parole in una stessa frase? Si, quando la spiegazione va ai propri figli, a chi abbiamo messo al mondo con amore ma che quel mondo dovranno affrontarlo, con e senza di noi. Continua a leggere

Natale 1953 in una gelida Bologna. Un omidicio da risolvere e il ritorno del Commissario De Luca.

E’ passato del tempo, ma il Commissario De Luca è tornato. Il personaggio nato grazie alla penna  di Carlo Lucarelli è infatti protagonista del nuovo romanzo dell’autore, Intrigo italiano, da poco uscito per Einaudi Stile Libero.

I lettori hanno conosciuto De Luca nel 1990 in Carta bianca, l’hanno ritrovato l’anno seguente in L’estate torbida, e ancora nel 1996 in Via delle Oche, e ora lo ritrovano in un freddo Natale bolognese, durante le feste che stanno per salutare il 1953 per addentrarsi nel nuovo anno, deciso a risolvere un caso per nulla facile.

L’Italia è alle soglie del boom economico, la guerra è finita ma c’è una Guerra fredda, e De Luca, nel suo recente passato compromesso col regime fascista,  si definisce un cane da caccia, ma rischia di diventare un cane bastardo, come le persone con cui si ritrova ad avere a che fare. Continua a leggere

Intrighi e omicidi nella Roma del Secolo di Ferro.

Il Secolo di Ferro, Roma. Siamo alla vigilia del tredicesimo Giubileo, il Papa è Urbano VIII,  e la città è teatro di aggressioni, omicidi, sotterfugi politici e religiosi.

Tra il freddo pungente e le strade innevate ( tra il XV e il XIX Secolo l’Europa attraversò un periodo di clima particolarmente rigido), si aggira Girolamo Svampa, inquisitore.

Svampa è il nuovo personaggio di Marcello Simoni, scrittore classe 1975, ex archeologo e bibliotecario, vincitore del sessantesimo Premio Bancarella con il romanzo d’esordio Il mercante di libri maledetti nel 2011, che oggi regala ai suoi lettori un avvincente giallo ambientato nel ‘600 intitolato Il marchio dell’inquisitore ( Einaudi).

Un giorno del 1624, in un laboratorio tipografico, Svampa si ritrova di fronte ad un cadavere. Stritolato sotto il torchio, l’uomo ha conficcate in bocca pagine di un libro. Il corpo è quello di un religioso, Fra’ Pietro Rebiba, e Girolamo Svampa è stato incaricato di trovare il colpevole. Ad aiutarlo ci sono il fedele bravo Cagnolo Alfieri e il Segretario della Congregazione dell’Indice, Francesco Capiferro. Continua a leggere