Indagine su Sherlock Holmes

Se pensate ad un famoso investigatore quale nome vi viene in mente per primo? Probabilmente Sherlock Holmes: ineguagliabile, il personaggio creato da Conan Doyle a distanza di centotrent’anni non passa mai di moda tra gli amanti del genere noir.

Lo sa bene Paolo Gulisano, autore esperto del genere fantastico e in particolar modo di Tolkien e appassionato, ovviamente, di Mr. Holmes. Con Edizioni Ares ha da poco pubblicato  infatti Indagine su Sherlock Holmes, viaggio nel mondo del detective, nei suoi spazi, nei suoi luoghi e nelle sue terre, senza naturalmente tralasciare il suo fidato collaboratore Watson. Continua a leggere

Vilma e gli uomini

Nel corso degli anni si incontrano persone che entrano a far parte della nostra vita e poi ne escono, qualcuna prima delle altre, qualcuna resta per anni, forse per sempre.

In Vilma e gli uomini ( Morrone editore ), Antonella Biscardi, giornalista e autrice televisiva, parla proprio di rapporti: quelli che ci insegnano a capire cosa vogliamo veramente e ciò che invece non ci fa stare bene, anche se non è sempre così facile e immediato rendersene conto. Nell’introduzione Biscardi racconta di prendere appunti ogni qualvolta le vengono in mente pensieri, considerazioni, emozioni che non vuole lasciar sfuggire via. Così è sempre stato anche nei suoi incontri con gli uomini, ed è per questo che è nata Vilma, raccontata nel suo rapporto con gli uomini in più capitoli. Sono uomini e rapporti in cui tanti si possono riconoscere: perciò incontriamo Romeo, che nome poetico. Romeo c’è e non c’è, viaggia molto per lavoro. Le affinità con Vilma sono tante, la cosiddetta “chimica” è presente ad ogni incontro, ma la verità è che quest’uomo pensa a sé stesso un po’ come un dio, si ama e ama la sua libertà. Continua a leggere

Un altro giorno insieme

Non si può continuare a guardare le vite degli altri senza che la propria vada avanti.

Anche se il destino appare avverso, anche se le difficoltà sono innumerevoli, qualcosa bisogna pur fare. Una storia intensa, emozionante che ruota intorno al coraggio e all’amore è quella scritta da Matteo Losa in Un altro giorno insieme ( Mondadori).

Matteo Losa, giornalista, scrittore e fotografo,  nel 2017 ha pubblicato Piccole fiabe per grandi guerrieri,  conoscendo la paura e la lotta che una malattia di mette davanti senza che tu possa scappare, far finta di nulla. Matteo ha lottato per più di dieci anni contro un male che l’ha portato via nel settembre 2020. Ma non ha mai mollato, e anche grazie al progetto #FiabeControilCancro ha organizzato un fundaraising con AIRC per mettersi a nudo. E con Un altro giorno insieme Matteo lo fa raccontando le vite di due diciottenni, Giovanni, detto J, e Barbara, detta Barbie. Continua a leggere

Il mistero della donna tatuata

Dimenticate il tatuaggi che si vedono ogni giorno, numerosi, numerosissimi, per strada, sulla pelle di tante persone. Dimenticate il tatuaggio fine a se stesso, più o meno bello, più o meno significativo, ma spesso e volentieri solamente decorativo.

L’arte dell’irezumi, quella dei tatuaggi appunto, è antica, e viene da lontano, dal Sol Levante, dove quella che poteva essere una vera e propria opera d’arte entrava in conflitto con la trasgressione. A raccontarne approfonditamente la storia è stato Takagi Akimitsu nel 1948, attraverso un romanzo giallo straordinario, Il mistero della donna tatuata oggi pubblicato in Italia da Einaudi.

La donna tatuata è Kinue, bellissima, dalla pelle perfetta, donna libera e intrigante, figlia di un famoso tatuatore Hori’yasu, al quale aveva lasciato “dipingere” la sua schiena, dopo aver visto le meraviglie sul corpo di suo fratello e sua sorella. Continua a leggere

Sul filo dell’acqua

Un romanzo corale in cui otto vite si rincorrono, si incociano, si perdono, si ritrovano, mese dopo mese, nell’anno che ha seguito la tremenda alluvione del quattro novembre che ha colpito Genova e i suoi abitanti, il giorno in cui un argine ha ceduto e si è portato via delle vite. Non solo di coloro che sono effettivamente rimasti travolti dalla furia dell’acqua e del fango.

A raccontare tutto questo è la scrittrice Sara Rattaro in Sul filo dell’acqua, romanzo appena pubblicato da Solferino.  Rattaro a Genova ci è nata e sa cosa significa vedere la propria città sommersa da una pioggia che sembra non finire mai, e  anche se nelle prime pagine chiarisce che si tratta di un’opera di finzione, con nomi, personaggi, luoghi ed eventi frutto della sua fantasia, chi ha vissuto una simile situazione può rivedersi in questo romanzo, in cui la commozione fa capolino più di una volta. E’ forse inutile dire che chi sta scrivendo questa recensione è genovese come Sara Rattaro.

Così incontriamo Chiara, che ha rischiato la vita sotto l’alluvione, bloccata nella sua auto in panne, Giulia che in quel momento si trovava nel negozio dei genitori salvi per un soffio, Angela che non si trovava nel capoluogo ligure e non sapeva che l’alluvione avrebbe portato via qualcosa a lei proprio come ad Anna, le cui gambe hanno ceduto di fronte a chi le stava dicendo che suo marito, tra i soccorritori, non sarebbe tornato.

Mese dopo mese, dicevamo, le quattro donne vanno avanti, o almeno ci provano. Chi rimane sopravvive, in un modo o nell’altro.

Dopo un anno Chiara si scontra con Anna nel ristorante in cui quest’ultima lavora, mentre Anna deve correre da Giulia che sta per partorire. Ma ci sono anche Andrea, che perso un amico, Marco, Enea, che ha rinunciato ad un amore che non avrebbe più potuto immaginare nella sua esistenza, e Carlo, che in questo rincorrersi di destini ha conosciuto Giulia.

 

Il cerchio finisce per chiudersi, nel ricordo mai sopito di quel quattro novembre.

L’acqua è l’elemento di questo romanzo di Sara Rattaro, l’elemento che può dare la vita, portare alla morte, o far rinascere.

Il tutto con Genova sullo sfondo, e quel suo cielo che quando si fa plumbeo può mettere molta paura, ma anche trasportare in qualcosa di inaspettato.

Sara Rattaro

Sul filo dell’acqua

Solferino

Pagine: 173

Prezzo: 16,00 euro

Il nido delle cicale

La vita di Mia appare perfetta. Sta con Alessio, architetto di successo che ama spostarsi di città in città per trovare sempre nuovi stimoli, vive con lui in una bella casa a Stoccarda, dopo un periodo passato a Ginevra.

Così conosciamo la protagonista di Anna Martellato in Il nido delle cicale ( Giunti). Ma ci appare anche chiaro sin dalle prime pagine che quella perfezione non era reale.

Mia non può più fidarsi di Alessio, ma il perché lo scopriremo lungo le pagine, mentre il romanzo prende forma, mentre incontriamo Mia che se ne va via per qualche giorno con la scusa di andare a trovare la madre nella grande casa di famiglia sul lago di Garda. Anche se lei con la madre non va d’accordo, anche se è una persona dal carattere impossibile e non fa nulla per nascondere i suoi più cattivi pensieri, cristallizzata nel passato, nella tragedia della morte del figlio, del fratello di Mia, Mattia, tanti anni prima. Per quella morte Vittoria, la madre, incolpa lei. E d’altronde anche lei non è mai riuscita a togliersi di dosso la sensazione di non aver fatto abbastanza, pensa che le sue azioni abbiano avuto un peso sulla scomparsa dell’amato fratello, così diverso da lei, così introverso e intelligente, così pacato. Continua a leggere

Non esistono posti lontani

Ci sono persone che entrano a far parte della nostra vita senza che le abbiamo scelte. Anzi, se avessimo potuto scegliere, non ci saremmo mai avvicinate ad esse. Ma le circostanze, gli avvenimenti, possono portarci dove non avremmo mai pensato, con chi non avremmo mai pensato. Non esistono posti lontani.

Questo ci racconta Franco Faggiani nel suo nuovo romanzo pubblicato da Fazi. Non esistono posti lontani ci riporta nel 1944, la guerra è in svolgimento. A Roma l’archeologo Filippo Cavalcanti viene inviato dal Ministero a Bressanone per controllare le opere destinate alla Germania, o meglio, pretese dalla Germania e dai nazisti che hanno fatto loro opere d’arte che non gli appartenevano, non gli appartengono.

Quando Cavalcanti, oramai settantenne, arriva, incontra Quintino: un giovane ischitano, un ladruncolo, una persona così distante da lui. Vorrebbe liberarsi di quel ragazzo, che invece continua a capitargli davanti. Quintino entrerà a far parte della sua vita.

I due decidono di tentare la fuga insieme, a bordo di una finta ambulanza, portandosi via i capolavori che l’archeologo non può pensare nelle mani di chi non ne capisce l’importanza.

E se all’inizio Cavalcanti non riesce a sopportare la loquacità di Quintino, non ne comprende il comportamento perché rappresenta tutto ciò che lui non è, piano piano si affeziona,.

Quintino è pratico, ha la mente veloce, si sa organizzare. Filippo è più vecchio, più saggio e più colto. Insieme si completano per arrivare alla meta, non senza trovare molti ostacoli sulla loro lunga strada verso Roma: partigiani, fascisti, nazisti, ma anche monaci e contadini. Incontreranno tante persone, molte pronte a mettersi contro di loro, molte altre a dar loro una mano.

Roma nel frattempo è stata liberata, ma quando arriveranno, i due si renderanno conto che i problemi non sono finiti, e decideranno così di proseguire, con in mente l’unico modo, l’unica soluzione per mettere in salvo il carico che sono riusciti a portare via da Bressanone.

Faggiani è uno scrittore che sa descrivere molto bene l’animo e i rapporti umani, specie quelli che non si penserebbero mai possibili, con uno stile che emoziona sempre.

Franco Faggiani

Non esistono posti lontani

Fazi 

Pagine: 286

Prezzo: 18,00 euro

Cambiare l’acqua ai fiori

Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin ( Edzioni e/o) è una di quelle storie che non ne ricordano altre. Non capita spesso, ma quando succede la lettura diventa sorprendente.

Con stile sofisticato ma mai stucchevole, l’autrice, fotografa di scena in produzioni cinematografiche francesi, tra cui quelle del marito Claude Lelouche, fa conoscere ai suoi lettori una protagonista incredibilmente affascinante: Violette Toussaint.

Violette vive in un piccolo paese della Borgogna, Brancion-en-Chalon, e qui è guardiana del cimitero. La amano tutti, dagli amici che lavorano lì come lei sino ai visitatori che le portano doni e si fermano a chiacchierare dopo aver fatto visita ai cari defunti.

Questo perché Violette è una brava ascoltatrice, sorride ed è gentile, ma questo suo modo di fare, si scopre lungo la storia, nasconde anche molta sofferenza: la protagonista della Perrin è una donna dalle molte sfaccettature, il suo passato non è limpido.

La sua storia inizia ad emergere quando alla sua porta si presenta un uomo, un poliziotto arrivato da Marsiglia, giunto nel piccolo borgo per scoprire come mai sua madre abbia voluto essere sepolta di fianco ad un uomo a lui del tutto sconosciuto. Da qui i piani temporali si alternano, e mentre si scopre la storia della madre del poliziotto, si scopre anche che Violette ha un marito, Philippe, e una figlia Léonine, e una migliore amica.

Una storia da scoprire, per cui sorridere, per cui commuoversi, tra le ombre e le luci di una personalità, quella di Violette, complessa ma che in tutto e per tutto si fa amare.  

Cambiare l’acqua ai fiori nel 2018  ha vinto del Prix Maison de la Presse.

Valérie Perrin

Cambiare l’acqua ai fiori

Traduzione di Alberto Bracci Testasecca

Edizioni e/o

Pagine: 480

Prezzo: 11,99 euro

I miei giorni nel Caucaso

Nel 1954 Banine ( pseudonimo di Umm-El-Banine Assadoulaeff (Baku, 1905 – Parigi, 1992), autrice di origini azere,  pubblicò la sua autobiografia intitolata I miei giorni nel Caucaso, ottenendo un grande successo.

Oggi questo libro, tra storia e ironia,  è pubblicato in Italia da Neri Pozza. Il memoir racconta la famiglia di Banine, la sua immensa ricchezza scomparsa nel tempo, cominciata con il bisnonno dell’autrice, che si chiamava Assadullah, ovvero “amato da Allah”. Un nome profetico: l’uomo infatti era nato contadino, e  morì milionario grazie al petrolio zampillato dal suo campo pieno di sassi tra i quali le sue pecore pascolavano.

Quella di Banine era certamente una famiglia unica, composta da personaggi carismatici, intriganti. A Baku, dove Banine nacque nel 1905, la popolazione era per lo più composta da azeri e armeni: questi ultimi sterminavano gli azeri per vendicarsi di passati massacri. Continua a leggere

Cinque persone da eliminare: la lista di Frank Brill

Nel 2026 Presidente degli Stati Uniti d’America sarà Ivanka Trump, suo padre sarà ancora ben saldo in circolazione. Distopia? Realtà possibile? Bisognerebbe effettivamente parlarne con John Niven, lo scrittore americano che ha fatto  dell’ironia e della satira politica punti fermi e di forza, che ha appena pubblicato La lista degli stronzi ( in Italia con Einaudi), dove è piuttosto facile immaginare, se avete letto le precedenti righe, chi ne faccia parte.

Ma non solo i Trump, amati dalla maggioranza degli americani: armi, odio, intolleranza sono gli ingredienti di questo romanzo dai contorni thriller, in cui Frank Brill, sessantenne malato terminale di cancro, decide di farsi giustizia da solo, dopo aver perso nel tempo un figlio, una figlia, una moglie.

E’ il 2026, dicevamo, e Brill non può, non riesce ad accettare il mondo in cui vive, perciò forse la morte che lo attende a breve, è forse una liberazione: l’aborto è illegale, nel paese la xenofobia è diventata prassi. Frank, ex giornalista, vuole solo una cosa: eliminare le cinque persone che fanno parte della sua lista, quelli che hanno rovinato la sua esistenza. Continua a leggere