Imparare la vita, l’amore, i tradimenti. Senza essere ancora nati.

L’ultimo romanzo dello scrittore inglese Ian McEwan è quantomeno sorprendente: sorprendente il protagonista scelto, sorprendente il richiamo all’Amleto di Shakespeare, sorprendente nell’ironia che affiora nella tragedia.

Il romanzo è Nel guscio ( Nutshell), uscito in Italia per la casa editrice Einaudi. Il protagonista è nientemeno che un feto. Esattamente. Un bambino che non ha ancora visto la luce, non ha ancora visto il mondo in cui vivrà, ma è già testimone di tradimenti e complotti.

La voce narrante è la sua, intervallata da quella degli altri attori del dramma: suo padre, sua madre, l’amante di sua madre, nonché fratello del padre.  Continua a leggere

La vita è un po’ come il mare, si affronta imparando a stare a galla.

Il nuovo romanzo di Fabio Genovesi, Il mare dove non si tocca, edito Mondadori, racchiude una trama al contempo divertente, emozionante, commovente. La storia si basa sulla vita dell’autore, che ammette di essersi sentito domandare più volte come mai non abbia pensato di metterla su carta da tempo; la risposta è che  probabilmente non era il momento giusto, le storie trovano il loro posto nel momento in cui devono trovarlo, senza spinte. Continua a leggere

La vita senza Sara Amat.

Il libro di cui parliamo oggi racchiude tra le pagine una storia d’amore dolce, adolescenziale, che fa tenerezza: il suo autore è il catalano Pep Puig , apprezzato autore vincitore di numerosi premi letterari, il titolo è La vita senza Sara Amat ( Marsilio).

Pep Puig potrebbe aver vissuto realmente questa storia in prima persona, sembra quasi averla sognata e poi sepolta nella memoria più lontana, ad ogni modo, nel prologo dedica questo racconto al figlio Nil.

La vita senza Sara Amat narra di un’estate a Ullastrell, paesino nell’entroterra catalano dove il giovane Pep passava le sue vacanze in attesa del nuovo anno scolastico, a casa della nonna, oramai vedova.

Nella stessa località viveva Sara, tredici anni e una promessa d’amore racchiusa nel nome, che sentiva il peso  di un’esistenza provinciale,  e che da questo voleva scappare a tutti i costi. E lo fece, nel modo effettivamente più facile: si nascose. Continua a leggere

Il mio nemico mortale.

Quest’estate la Casa editrice Fazi ha riportato in libreria uno splendido libro intitolato Il mio nemico mortale, scritto da quella che è stata una  grande giornalista e scrittrice americana: Willa Cather. Nata in Virginia nel 1873 e deceduta nel 1947 a New York, l’autrice è stata Premio Pulitzer nel 1923 con il romanzo One of ours; poco conosciuta in Italia, per fortuna dei lettori non è stata dimenticata dagli editori, e così ecco Il mio nemico mortale, pubblicato per la prima volta nel 1926,un volume che non raggiunge le cento pagine, a dimostrare che per dar vita ad un capolavoro della letteratura non è necessario scrivere romanzi di centinaia e centinaia di fogli.

A raccontare  di Myra Driscoll, ereditiera che da ragazza aveva deciso di rinunciare alla fortuna finanziaria in favore del grande amore, è Nellie Birdseye. Quando le due donne si incontrano la giovane Nellie rimane subito colpita dal fascino di Myra. Continua a leggere

Bisogna conoscere il proprio passato per poter affrontare il presente.

Quello che siamo deriva dalle nostre esperienze, dal nostro passato, anche quando non lo ricordiamo, anche se lo abbiamo rimosso o qualcuno ha fatto di tutto perché questo avvenisse.

Il romanzo scritto da Marina Visentin intitolato La donna nella pioggia pubblicato da Piemme è un thriller psicologico che si basa su tutto questo: sul retaggio, su ciò che ci si porta dentro, sulla propria identità che talvolta può apparire poco chiara anche a se stessi. La confusione assale quando meno ci si aspetta che possa farlo, quando la vita quotidiana appare ordinata e priva di sorprese. Continua a leggere

Radical Chic.

Ogni tanto mi piace raccontarvi dei classici della letteratura, e oggi anche di un modo di dire: vi  siete mai chiesti da dove arrivi il termine Radical chic? Per chi non lo sapesse, questa espressione è nata dall’omonimo libro scritto da Tom Wolfe nel 1970, e sta ad indicare gli snob, la borghesia che segue le mode per esibizionismo e non perché ci creda, la società che ostenta idee politiche e sociali appartenenti alla sinistra radicale, e quindi idealmente opposte al suo ceto.

Quello scritto da Tom Wolfe è un quadro dissacrante di questo spaccato di società che in quegli anni, gli anni ’70, esibiva beneficenza e prendeva le parti delle minoranze sostenendo la loro causa perchè, appunto, andava di moda fare così. Continua a leggere

I consigli del libraio. A luglio c’è Andrea Geloni della Libreria Nina, Pietrasanta.

Andrea Geloni ha studiato economia, ma doveva essere confuso. Poi un giorno si è arreso alla vocazione di libraio. La libreria Nina è nata nel 2008 da un’occasione colta al volo da tre persone che facevano tutt’altro ma che sognavano da tutta la vita che lo stare in mezzo ai libri, che era comunque la loro vita, potesse diventare anche il loro mestiere. Nina oggi sono Andrea e Valentina, e la libreria occupa la metà della platea di un ex cinema. Nell’altra metà c’è un negozio di antiquariato. Dovunque ti giri, sono sempre storie.

 

 

I tre libri consigliati da Andrea: Continua a leggere

Il coniglio bianco: thriller internazionale, tra tecnologia e segreti.

Non sempre i buoni hanno la meglio sui cattivi. Non sempre quando si cerca di comportarsi  con lealtà si finisce per avere ragione.

Tutto questo, almeno,  non succede a  Jan, personaggio de Il coniglio bianco, romanzo di Nino Treusch pubblicato da DeA.

Jan ha trentasette anni, è sposato, ha due figli e un’ottima carriera, che pensa di poter migliorare ulteriormente accettando un  lavoro per un colosso internazionale della telefonia mobile. La posizione che andrà a ricoprire richiede il trasferimento da Milano alla Germania, a Monaco. Così, quando Jan inizia il nuovo impiego decide di trasferirsi momentaneamente senza la famiglia, per avere modo di ambientarsi e trovare una sistemazione per tutti. Inizialmente si sistemerà in casa del suo migliore amico Andreas e della moglie Ulrike.

Non passa molto tempo dal’arrivo a Monaco che Jan si rende subito conto del profondo impegno che il nuovo lavoro richiede, compresi viaggi di lavoro estenuanti. Il mercato dei cellulari è in continua espansione: ci può essere la crisi, il lavoro diminuisce e le spese dei  consumatori anche, ma il mondo della telefonia sembra non subire danni. Oramai non possiamo più fare a meno del cellulare, appendice di mani e cervello.

Eppure il primo impegno di Jan vede lo smantellamento della sede di Bangalore, la Silicon Valley indiana. E non passa molto tempo per lui per rendersi conto che dietro a certi movimenti della società per cui lavora ci siano losche motivazioni. Sicuramente ci sono dei segreti, e non sono piccoli.

Quando Jan capisce di aver ragione prova a comprendere cosa stia succedendo, senza rendersi conto, non subito almeno, di essersi messo in un grosso guaio, molto più grande di lui. Tanto da trovare la morte.

Da qui Il coniglio bianco ( il senso del titolo si rifà ad una scena iniziale del romanzo ma si comprende appieno via via, pagina dopo pagina) diventa un drammatico thriller pieno di colpi di scena, in cui non tutto, e soprattutto non tutti, sono quello che sembrano.

Fino a che punto ci si può spingere per avere successo e arricchirsi? Fin dove si può arrivare, senza guardare in faccia nessuno?

Tra i governi cinese e tedesco, tra viaggi in Italia, Shangai, Monaco e per concludere Cartagena, Andreas , Ulrike e la vedova di Jan, Julia, cercheranno un senso alla morte dell’amato, e forse qualcosa di più.

Il libro di Treusch ( che da anni lavora nel mondo della telefonia mobile ) mette di fronte a verità scomode, che fanno capire quanto le persone possano essere sacrificabili.

Nino Treusch

Il coniglio bianco

De Agostini

Pagine: 373

Prezzo: 9,90 euro

Le donne di Jessica Shattuck, segnate da un conflitto mondiale.

Una storia che si rivolge al passato, quello che difficilmente si cancella, quando fa parte di noi stessi e delle persone a cui siamo legati.

Le donne del castello della scrittrice americana Jessica Shattuck, uscito per HarperCollins, ci riporta proprio ad un passato che non è poi così lontano. Ma lo fa in maniera  del tutto originale.

Il romanzo parla di uno dei periodi più bui della storia mondiale, quello del nazismo, della Seconda guerra mondiale, ma il punto di vista e inusuale è quello delle donne tedesche. Continua a leggere

Per voi chi vincerà il Premio Strega 2017? Scrivetelo su Letti a letto!

E’ arrivata anche quest’anno la cinquina dei finalisti del Premio Strega. Il vincitore della LXXI edizione verrà eletto giovedì 6 luglio a Roma, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma

Chi sarà secondo voi? Chi è per voi il migliore, quale di questi cinque libri avete letto a letto e preferito, e perché? Scrivetelo qui sotto! 

 

Paolo Cognetti – Le otto montagne ( Einaudi)

 

Teresa Ciabatti – La più amata ( Mondadori)

 

Wanda Marasco – La compagnia dell anime finte ( Neri Pozza )

 

Alberto Rollo – Un’educazione milanese ( Manni )

 

Matteo Nucci – E’ giusto obbedire alla notte ( Ponte alle Grazie )