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Morte di un burlone

Morte di un burlone è un giallo delizioso, e non poteva essere altrimenti. Scritto da Marion Chesney, autrice britannica classe1936 che si firma con lo pseudonimo M.C. Beaton, mostra tutta la classe letteraria d’altri tempi. In libreria per Astoria, Morte di un burlone fa parte della serie dedicata alle indagini del poliziotto Hamish Macbeth, un uomo capace nel suo lavoro, che dice quello che pensa ma non troppo, perché sebbene vorrebbe che gli fossero riconosciute le numerose soluzioni ai casi d’omicidio avvenuti nella cittadina di Lochdubh, sa che il successo probabilmente lo porterebbe via di lì, e lui in quella piccola realtà ci sta bene, nonostante il freddo del distretto e il fatto che non sa mai dove e a chi lasciare il suo cane mentre lavora, senza essere mandato, prima o poi a quel paese.

In Morte di un burlone, il ricco Andrew Trent, proprietario di Arrat House, decide di riunire tutta la sua famiglia perché, dice, si trova sul punto di morire. Così arrivano le due figlie, oramai cinquantenni, definibili come zitelle, un tempo piacenti ma oramai non più, che vivono insieme, il fratello con la moglie e il figlio di primo letto di lei che si porta dietro una collega che gli piace ma alla quale non si è ancora dichiarato, e un altro figlio, un ragazzo più giovane, adottato ancora infante dal vecchio Andrew, in compagnia della fidanzata, una volgare attricetta in evidente cerca di marito abbiente.

Nessuno in realtà ha voglia di incontrare il capofamiglia, e il motivo è da cercare negli scherzi, continui, adolescenziali e molesti cui Trent li sottopone da sempre. Non c’è nulla di divertente in ciò che fa, la sua famiglia e anche qualche abitante della cittadina non ne  vogliono sentir parlare.

Perché andare da lui allora? Forse sta morendo davvero, ma soprattutto nessuno conosce il contenuto del suo testamento, e si sa che il beneficiario potrà ritenersi libero da qualsiasi attività lavorativa per la vita.

Lo scherzo di fingersi malato però non porta bene a Andrew Trent, che muore davvero. Non per vecchiaia, non per malattia, ma ucciso. Come in uno dei suoi scherzi, cade dall’anta aperta di un armadio pugnalato al petto, solo che questa volta non si tratta di un fantoccio, è proprio lui.

Chi ha ucciso il vecchio? Qualcuno sapeva del testamento e voleva avere il patrimonio prima possibile, o forse vendicarsi perché non avrebbe avuto un centesimo? Di sicuro c’è che l’assassino è tra gli inquilini di Arrat House, difficile arrivi da fuori, pensa subito Hamish.

Morte di un burlone è un giallo godibile e decisamente ben congegnato, si intuisce dallo stile  e dai toni eleganti che sia stato scritto da un’autrice, come si accennava prima, “vecchia scuola” ( infatti la prima pubblicazione è del 1987), diverso dai gialli che siamo abituati a leggere oggigiorno. Più ironico, quasi leggero, nonostante di omicidi si parli.

M.C. Beaton

Morte di un burlone

Traduzione di Chiara Libero

Astoria edizioni

Pagine: 192

Prezzo: 15,00 euro

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