Morte di un burlone

Morte di un burlone è un giallo delizioso, e non poteva essere altrimenti. Scritto da Marion Chesney, autrice britannica classe1936 che si firma con lo pseudonimo M.C. Beaton, mostra tutta la classe letteraria d’altri tempi. In libreria per Astoria, Morte di un burlone fa parte della serie dedicata alle indagini del poliziotto Hamish Macbeth, un uomo capace nel suo lavoro, che dice quello che pensa ma non troppo, perché sebbene vorrebbe che gli fossero riconosciute le numerose soluzioni ai casi d’omicidio avvenuti nella cittadina di Lochdubh, sa che il successo probabilmente lo porterebbe via di lì, e lui in quella piccola realtà ci sta bene, nonostante il freddo del distretto e il fatto che non sa mai dove e a chi lasciare il suo cane mentre lavora, senza essere mandato, prima o poi a quel paese.

In Morte di un burlone, il ricco Andrew Trent, proprietario di Arrat House, decide di riunire tutta la sua famiglia perché, dice, si trova sul punto di morire. Così arrivano le due figlie, oramai cinquantenni, definibili come zitelle, un tempo piacenti ma oramai non più, che vivono insieme, il fratello con la moglie e il figlio di primo letto di lei che si porta dietro una collega che gli piace ma alla quale non si è ancora dichiarato, e un altro figlio, un ragazzo più giovane, adottato ancora infante dal vecchio Andrew, in compagnia della fidanzata, una volgare attricetta in evidente cerca di marito abbiente. Continua a leggere



Vanina e un caso da risolvere sotto la sabbia nera di Catania

E’ evidente che la Sicilia, splendida regione, con i suoi colori, i suoi sapori e le sue suggestioni  ispiri molte storie. In  particolar modo ispira gli autori di gialli e la creazione di personaggi destinati a diventare beniamini dei lettori del genere letterario . Ultima in ordine di apparizione sugli scaffali delle librerie è il Vicequestore Giovanna Guarrasi, detta anche Vanina, nata dalla brillante mente di Cristina Cassar Scalia, che la presenta in Sabbia nera, giallo edito Einaudi, ambientato a Catania, con qualche deviazione verso Palermo.

Mentre la cenere del vulcano cade sulla città, in una vecchia villa in parte disabitata, viene trovato il cadavere mummificato di una donna. E’ evidente dall’ abbigliamento e dalle banconote rinvenute vicino a corpo che la morte risale agli anni cinquanta. A scoprire la donna, in seguito alla scoperta di una perdita d’acqua,  è Alfio Burrano, quarantenne che abita in un’ala della villa di Sciara appartenente alla vecchia scontrosa  e arcigna zia, vedova da molto tempo di Gaetano Burrano, proprio da quegli anni cinquanta, quando nella stessa abitazione suo marito venne ucciso con un colpo di pistola alla testa, seduto alla scrivania del suo studio. Allora la polizia non aveva tutti i mezzi di cui dispone oggi, ma un colpevole era stato trovato e sbattuto in galera a scontare svariati anni. Continua a leggere



I fiori sopra l’inferno del Commissario Battaglia.

Un paesaggio circondato dai boschi freddi, contraddistinto da un’atmosfera gelida, affascinante e a tratti inquietante, è quello di Travenì, paesino immaginario delle Dolomiti friulane, inventato da Ilaria Tuti, autrice esordiente con un thriller mozzafiato intitolato Fiori sopra l’inferno ( Longanesi ).

La prima scena coinvolge il lettore in un caso di omicidio, un tremendo omicidio in cui la vittima, un uomo, è stata privata degli occhi e adagiata per terra con cura maniacale da parte del suo assassino.

A capo delle indagini c’è la sessantenne Teresa Battaglia, Commissario dal passato oscuro, una donna che si presenta agli altri in maniera dura, a volte fastidiosa e antipatica. Eppure chi conosce Teresa e lavora con lei da tanto tempo sembra volerla proteggere. A far parte della sua squadra, oltre ai personaggi che da anni la seguono, c’è anche l’ispettore Massimo Marini, che non sa spiegarsi come mai  tutti quanti abbiano così tanto riguardo per quella donna che non si lascia avvicinare. Continua a leggere



Cartoline dalla fine del mondo.

Dalla fine del mondo, da un viaggio intrapreso nel  2009 imposto per salvarsi la vita, è tornato a Milano il giornalista investigativo Enrico Radeschi, personaggio noto ai lettori di Paolo Roversi, che torna in libreria con Cartoline dalla fine del mondo, pubblicato da Marsilio.

Enrico dopo molte tappe si è rifatto una vita a Cipro, dove svolge lavori più o meno legali per un personaggio noto come il Danese. Sta bene tutto sommato, si è estraniato dal resto del mondo, ha cancellato tutti i suoi profili social, è tornato a vivere come si faceva prima di internet. Continua a leggere



Malinverno e la ricerca dell’identità del tatuatore.

Mariano Sabatini, autore televisivo e scrittore, fa incontrare nuovamente ai lettori il suo personaggio Leo Malinverno. Conosciuto ne primo giallo dell’autore, L’inganno dell’ippocastano, ritroviamo Malinverno, giornalista in vacanza  in compagnia della sua giovane fidanzata greca Eimì nel giallo Primo venne Caino ( pubblicato da Salani). Diviso tra la sensazione di non essere del tutto a suo agio in questa relazione e la freschezza di Eimì che è una sorta di calamita, Malinverno non deve decidere da solo se rimanere sulle meravigliose spiagge greche o andarsene alla ricerca di qualcosa, qualcuno che sia forse meglio per lui: arriva infatti una telefonata da Roma, dal vicequestore suo amico Jacopo Guerci  che lo riporta immediatamente a suo lavoro.

Il tatuatore è tornato. Di chi si tratta? Di qualcuno  che potrebbe essere un efferato serial killer, pensa Leo. E ha ragione. Nel giro di poco tempo, dopo averne atteso molto tra la prima e la seconda vittima, il tatuatore si avventa sulle sue prede con molta più regolarità. Il suo soprannome deriva dal modus operandi: ad ogni assassinato, uomo o donna che sia, viene asportata in maniera quasi chirurgica una porzione di pelle, quella che era stata decorata da un tatuaggio.

Ma chi è il killer? Che cosa vuol fare, qual è il suo disegno? Le vittime, oltre ai tatuaggi, sembrano non avere nulla in comune. Continua a leggere



Il ritorno dei Bastardi di Pizzofalcone.

Sono tornati i Bastardi di Pizzofalcone, ovviamente grazie ad un nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni ( pubblicato da Einaudi Stile Libero). La squadra investigativa del commissariato partenopeo è nata nel 2013 con I bastardi di Pizzofalcone ed è proseguita con Buio, Gelo e Cuccioli e pane, e oggi la ritroviamo, con i suoi componenti in Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone, ad indagare sul corpo di un uomo ritrovato in un cantiere, certamente buttato lì dopo esser stato martoriato. L’uomo non è morto, ma è in condizioni gravissime e privo di conoscenza.

Nessun documento, niente cellulare: capire di chi si tratti è complesso. In un mese come ottobre, che segna la definitiva fine dell’estate ma  che non è nemmeno autunno con le sue temperature indecise, i Bastardi si mettono al lavoro per dare un’identità al ritrovato e capire che cosa sia accaduto. Quando le indagini iniziano si viene a sapere che l’aggredito è un americano di nome Ethan Wood, arrivato a Sorrento apparentemente per una vacanza con la sorellastra, la madre, in gioventù famosa attrice dalla bellezza indimenticabile ma oramai preda dell’Alzheimer, e la badante di lei. Continua a leggere



Tra Roma, Milano e Shangai per trovare un assassino.

Roma e Milano vengono collegate da una serie di omicidi, che paiono essere opera di un serial killer con la mania delle belle ragazze orientali, nel nuovo giallo di Marco di Tillo, Il palazzo del freddo ( Arkadia), che vede protagonista, dopo Destini di sangue e Dodici giugno ( sempre pubblicati da Arkadia), l’Ispettore Marcello Sangermano.

Tutto ha inizio con l’assassinio di una splendida ragazza cinese nei giardini di Piazza Vittorio a Roma. Chi l’ha uccisa ha sparato con un fucile di precisione da un punto non vicino. Un solo colpo alla nuca, una mira perfetta. Sembra che nessuno abbia sentito o visto nulla, sino al ritrovamento del cadavere. Tuttavia questo omicidio ricorda molto quello avvenuto qualche tempo prima a Milano, in Largo Tel Aviv. Stessa modalità, vittima molto simile alla seconda: una bellissima cinese. Continua a leggere



Cucina e delitti in Costiera.

Una lettura perfetta per l’estate e per chi ama il giallo: è Omicidi all’acqua pazza di Umberto Cutulo ( Edizioni Clichy): un insieme di  misteri dove, come il nome suggerisce, la cucina ha un ruolo importante.

Nella splendida cornice della Costiera Amalfitana, sul Fiordo di Furore, sorge un Hotel, l’Hotel Furore appunto, composto da poche stanze e un ristorante il cui Chef, anzi cuoco perché gli chef sono quelli che vanno in tv a mortificare concorrenti e amatori e lui non li sopporta, è Omero Sgueglia. Continua a leggere



Intrighi e tradimenti tra Società e Fondi d’investimento.

Avvocato in capo societario e finanziario, Pietro Caliceti è anche uno scrittore che narra di un settore che ben conosce, rivelandone i lati più oscuri, portando i suoi lettori a conoscere dati e dettagli piuttosto rilevanti del mondo dell’economia e dell’ambito legale.

Già autore de L’ultimo cliente con la casa editrice Baldini&Castoldi, ha appena pubblicato il suo ultimo romanzo, BitGlobal: un noir ben riuscito in cui lo scrittore si rivela  ottimo insegnante della materia trattata: denaro, fondi d’investimento, studi legali, screzi e sgambetti, e Bitcoin, che per tanti rappresenta qualcosa di oscuro e poco comprensibile, probabilmente per via di quel senso di astratto che si porta dietro, nascosto dietro la rete, tra siti internet e pagine web accessibili a pochi.

Da Milano a Londra, tra il 2013 e il 2014, BitGlobal si svolge per lo più all’interno di due importanti studi legali, che hanno in comune un noto Avvocato, Greg Giuliani. Continua a leggere



“Questo dove sta scritto?” “Da nessuna parte, è la legge del Drago”.

” Questo dove sta scritto?” “Da nessuna parte: è la legge del Drago”. Ovvero la legge di Lorenzo Visconti, poliziotto della Questura di Milano, anzi ex, dopo essere stato incastrato per un omicidio che non ha commesso.

Drago è il nome con cui è conosciuto Visconti, e Visconti è lo pseudonimo scelto dallo scrittore Paolo Roversi per la serie Crime Dragon scritta per Amazon Publishing.

La legge del drago, il titolo del primo romanzo della serie, ci presenta così Visconti: lo troviamo appena uscito di prigione dopo aver scontato la sua pena. E ‘ indurito, è arrabbiato. E’  diventato vegano.

Siamo a Milano, il periodo è quello di Expo, la città è ben descritta dall’autore che la conosce a menadito. Visconti vuole vendicarsi, qualcuno l’ha incastrato e lui vuole punirlo, vuole giustizia. Continua a leggere