La stagione dei ragni

Nel 1988 a Torino avviene un episodio unico, inspiegabile: sul ponte Vittorio Emanuele I vengono avvistati dei ragni, tantissimi e grandi, distese e distese di ragnatele sul parapetto che porta alla Gran Madre.

Con questo fatto che attira migliaia di curiosi comincia il nuovo romanzo di Barbara Baraldi La stagione dei ragni ( Giunti), giallo che vede protagonista il procuratore Francesco Salviati, impegnato a risolvere un duplice omicidio. A Pian del Lot, infatti, sono stati rinvenuti due cadaveri, un uomo e una donna, che probabilmente hanno trovato la morte mentre si erano appartati nella loro auto. In realtà si tratta del terzo omicidio di questo genere, stesso modus operandi, stesse situazioni, tutti nella zona del torinese. E’ chiaro che sia in circolazione un serial killer, come lo definirebbero gli americani. E proprio un americano, un agente dell’FBI, si offre di dare una mano alle indagini. Il suo nome è Isaak Stoner, e la sua comparsa crea molte perplessità in Salviati, che non comprende la presenza del Bureau in un caso tutto italiano. Continua a leggere

Le gattoparde

Storie di famiglie che hanno vissuto glorie e disgrazie, dove gli uomini sperperano e le donne muoiono. Già, le donne delle famiglie siciliane e che li hanno vissuto tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo.

Eccole le donne, in Le Gattoparde, romanzo di Stefania Aphel Barzini pubblicato da Giunti: attraverso la voce e i diari di Agata Giovanna Piccolo, oramai anziana e sola, l’unica sopravvissuta alla grande famiglia, l’autrice ripercorre la storia di una stirpe che ha vissuto negli agi, è scappata da una Palermo travolta dal colera, ha visto sparire tutte le sue ricchezze.

Si capisce il titolo, Agata è infatti cugina di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e il suo racconto, tra amori felicità e disperazione, ha inizio con la nonna, la principessa Giovanna Filangeri di Cutò, erede di una famiglia patrizia e moglie di Lucio Mastrogiovanni Tasca secondo conte d’Almerita, un uomo dalla ricchezza inestimabile. I due hanno sette figli, due dei quali muoiono in tenera età; è Lucio a sopravvivere alla consorte, che se ne va a quarantacinque anni. Continua a leggere

Le muse nascoste

Nella storia dell’arte per secoli le donne non sono state menzionate, se non in maniera sporadica.

I grandi artisti sono sempre stati uomini, le donne erano relegate a lavori di secondo piano e non certo portate in gloria. Eppure nelle opere d’arte le donne sono presenti.

Il genere femminile è stato ritratto, come personaggio centrale o meno, ma è da sempre presente. Chi sono dunque queste donne? Ce lo svela Lauretta Colonnelli, giornalista e scrittrice, in uno splendido volume, Le muse nascoste, edito Giunti.

Da Botticelli a Tiziano, da Bernini a Matisse sino a Cézanne, Hopper e tanti altri, il libro è suddiviso per opere che raccontano signore ai più sconosciute,  dando loro la fama che meritano, certamente una dignità. Continua a leggere

Merci, Monsieur Dior

Il mondo descritto  da Agnès Gabriel in Merci, Monsieur Dior ( Giunti) è speciale, un mondo in cui tutto è possibile, come in una fiaba in cui non possono mancare episodi negativi, momenti difficili, che però si risolvono, perché se si agisce nel rispetto degli altri non può cha andare così.

Francia, 1946: la giovane Célestine lascia la Normandia dove il suo futuro sarebbe stato tutt’altro che splendente per andare a Parigi, dove viene accolta nella piccola e umile casa dell’amica d’infanzia Marie, cameriera con l’insana abitudine di innamorarsi di ogni uomo con cui esce, pensando sempre che si tratti del principe azzurro, soffrendo ogni volta che viene abbandonata. Continua a leggere

Il nido delle cicale

La vita di Mia appare perfetta. Sta con Alessio, architetto di successo che ama spostarsi di città in città per trovare sempre nuovi stimoli, vive con lui in una bella casa a Stoccarda, dopo un periodo passato a Ginevra.

Così conosciamo la protagonista di Anna Martellato in Il nido delle cicale ( Giunti). Ma ci appare anche chiaro sin dalle prime pagine che quella perfezione non era reale.

Mia non può più fidarsi di Alessio, ma il perché lo scopriremo lungo le pagine, mentre il romanzo prende forma, mentre incontriamo Mia che se ne va via per qualche giorno con la scusa di andare a trovare la madre nella grande casa di famiglia sul lago di Garda. Anche se lei con la madre non va d’accordo, anche se è una persona dal carattere impossibile e non fa nulla per nascondere i suoi più cattivi pensieri, cristallizzata nel passato, nella tragedia della morte del figlio, del fratello di Mia, Mattia, tanti anni prima. Per quella morte Vittoria, la madre, incolpa lei. E d’altronde anche lei non è mai riuscita a togliersi di dosso la sensazione di non aver fatto abbastanza, pensa che le sue azioni abbiano avuto un peso sulla scomparsa dell’amato fratello, così diverso da lei, così introverso e intelligente, così pacato. Continua a leggere

La fuggitiva

Omicidi che avvengono a distanza di tempo e che sembrano non avere nulla a che fare tra loro. Ma come nei migliori gialli anche in La fuggitiva, di Carlo Lefebvre ( Giunti) le cose non sono mai come sembrano, e anche ciò che appare impossibile è più che possibile. Nel luglio 2012 ad Amsterdam, negli uffici della Seleksfot, azienda specializzata nel crittaggio di informazioni sensibili, un uomo, un esperto nel settore di nome Mick Hendriks viene ucciso.

Qualche mese più tardi a Chatillon sur Marne, il contabile di un priorato precipita dal campanile all’alba. Tutti pensano ad un incidente, forse ad un suicidio, ma l’Ispettore Legrand non ne è affatto convinto: così parte per Marsiglia, dove Hendriks era nato, per cercare di fare chiarezza sull’accaduto. E probabilmente l’ispettore aveva ragione, perché poco dopo anche lui trova la morte. E’ stato ucciso, deve aver infastidito qualcuno con le sue indagini.

François Gerard, commissario della DCRI e amico di Legrand  che sta lavorando con l’Intelligence olandese sull’assassinio di Hendriks, si precipita così a Marsiglia: per lui Legrand era un amico, quanto successo l’ha sconvolto e gli ha fatto capire che quanto il collega pensava era giusto. Continua a leggere

Piccola città

Piccola città di Silena Santoni ( Giunti) è un romanzo doloroso, che si basa sulle sofferenze di chi ha perso l’amore della sua vita ed è convinto di averne colpa. “ Se solo avessi agito diversamente, se in quel momento avessi detto qualcosa invece di stare fermo e zitto”: sono esempi di frasi che chi non accetta la scomparsa di una persona si ripete in continuazione.
Santoni in questo romanzo da voce ad un uomo, Folco Fantechi, ex attore di successo che ha deciso di darsi al solo insegnamento in seguito ad un incidente in cui è stato investito da un’auto scomparsa poi nel nulla rimanendo per sempre zoppo. La sua condizione l’ha reso cinico e disinteressato in qualche modo al genere umano.

Tra i suoi studenti, nella piccola scuola di Firenze ci sono giovani più o meno dotati, Folco non riesce ad intravvedere quasi mai in loro un potenziale bravo attore, nemmeno per l’opera che lui stesso ha scritto, “Piccola città”. Continua a leggere

Non c’è posto per me

Quando si è adolescenti a volte si vive dando tutto per scontato, quello che la vita da lo si prende senza troppe domande. Ci sono però anche volte in cui i giovani si interrogano su quanto accade intorno a loro, e agiscono per non rimanere intrappolati in un eterno presente.

E’ il caso di Grace, Lumi, Michael, Zac e Marissa, i personaggi che danno vita a Non c’è posto per me, romanzo di Laura Bonaiuti edito da Giunti. Questi sono ragazzi più che benestanti, hanno i soldi e i mezzi per fare ciò che vogliono, e presi dalla noia spesso passano i pomeriggi in compagnia di alcol e droghe. Nella cittadina di Lako, dove vivono, però qualcosa si muove, e il movimento Freedom is a State of Mind, nuovo partito che si ribella al consumismo sta prendendo piede. Continua a leggere

Le Stories di #Artusi

La scienza in cucina e L’arte di mangiar bene di Artusi è più di un libro di cucina, è un capolavoro per chiunque si sia messo ai fornelli e abbia ciabattato in cucina. Tutte le cuoche avevano l’Artusi.

Ma chi era l’uomo Artusi? A raccontarlo oggi in un nuovo libro sono Luisanna Masnieri, personaggio amato della cucina e Angela Simonelli, professione architetto ma, ça va sans dire, amante del buon cibo. In Le Stories di #Artusi – Vita, ricette e miracoli dell’uomo che ha rivoluzionato la cucina degli italiani, pubblicato da Giunti, sono contenute cinquanta ricette geniali, parola di autrici dell’uomo della cucina.

Artusi di nome faceva Pellegrino: nato a Forlimpopoli nel 1820, unico maschio ad arrivare all’età adulta tra dodici figli, in una terra povera faceva una vita discretamente agiata. Era anche un po’ svogliato se vogliamo dirla tutta, specie a scuola, sempre in vena di bravate.

Per dar lui una raddrizzata, quando ha vent’anni, il padre, uomo d’affari severo, lo porta con sé per mercati e fiere in tutta Italia per imparare a commerciare stoffe e spezie. Ma la vita di Artusi non è sempre stata facile: nel 1848 scoppiano tumulti in tutta Italia, inizia il Risorgimento, Pellegrino si iscriverà alla Giovine Italia di Mazzini, pur non avendo grandi ideali. Pellegrino inizia però così a girare per lo Stivale e ad apprezzare il cibo di ogni zona, diventando il più autorevole esperto di cucina di una penisola appena riunita. Continua a leggere

Un uomo in fiamme

Un uomo in fiamme di Marco Cubeddu , pompiere e scrittore, è un libro che non lascia indifferenti: pubblicato da Giunti, la trama racconta proprio la vita di un pompiere, Roberto Franzini, dentro e fuori il lavoro, una professione importante, ma che vanta spesso ben pochi riconoscimenti.

Roberto è sulla quarantina, è cresciuto a Sampierdarena, Genova, all’ombra di un padre guarda caso  ex pompiere, ex caposquadra eroe del rogo della Iplom, e di un fratello maggiore, bello, in gamba, che ha seguito le orme paterne non per dovere ma per passione, per quel senso di dovere di essere utile, di aiutare il prossimo.

Quando il  figlio maggiore, il prediletto, muore, per Roberto sembra non esserci scampo: deve dar seguito ai suoi insegnamenti, mettere da parte le insicurezze che hanno sempre preso il sopravvento su di lui, la certezza di essere un debole, il figlio di cui suo padre non andrà mai fiero, e fare quello che va fatto. Continua a leggere