Fiore di roccia

Quando si parla di guerre si parla sempre di uomini. Di chi abbandona la propria casa, moglie e figli  per andare a combattere in nome del proprio paese.

La  verità però  è che in tempo di guerra le donne hanno avuto, hanno sempre un ruolo importante. Ma molto spesso questo ruolo non viene riportato, o viene dimenticato rapidamente. I

laria Tuti nel suo ultimo romanzo Fiore di roccia ( Longanesi), narra proprio una di queste storie: quella delle portatrici carniche, che durante la Grande Guerra sono diventate soldati tanto quanto i loro compagni, al fianco degli alpini.

Schiene, gambe e mani segnate dalla fatica, dal peso delle gerle colme di viveri e munizioni da portare sino alle trincee , le portatrici vennero chiamate dal Comando in difficoltà. Continua a leggere

Grammatica umoristica. Storie di ministri, scrittori, manager e blogger sgrammaticati

Gli strafalcioni, nel parlare e nello scrivere, sono sempre in agguato. I social network hanno poi accentuato questo aspetto, e l’utilizzo di nuovi termini non aiuta. Grammatica umoristica, Storie di ministri, scrittori, manager e blogger sgrammaticati di Francesco Mercadante ( Màrgana Edizioni) è un interessante saggio che i chiave ironica ci racconta quali sono gli errori da evitare attraverso esempi teoricamente visibili a tutti, ma che di fatto spesso nemmeno vengono ritenuti tali perché entrati a far parte, non si sa bene con quale diritto, a far parte del gergo quotidiano. Continua a leggere

Steffi Graf. Passione e perfezione

Per gli appassionati di tennis è un libro da non perdere: Steffi Graf – Passione e perfezione di Elena Marinelli ( 66thand2nd) è il ritratto di quella che è stata una delle più grandi, appassionate e appassionanti tenniste di tutti i tempi.

Steffi, tedesca, scopre il campo a cinque anni, e in poco tempo il tennis diventa la sua passione, la sua propensione naturale evidente. Il padre l’ha sempre incoraggiata, l’ha seguita sempre, come genitore, amico, manager. Steffi è campionessa europea under 18 nel 1982, in quel periodo c’erano tenniste fortissime  provenienti dal resto del mondo, ma Steffi l’anno seguente entra nel ranlking WTA con la posizione numero 124.

Graf ha dedicato da allora la sua vita allo sport, si è concentrata lasciando indietro tutto quello che per le sue coetanee era fondamentale: le uscite, i ragazzi. Continua a leggere

Get dirty

Dalla scrittrice di romanzi young adult Gretchen McNeil è nato Get dirty ( DeA Planeta ), un romanzo per giovani lettori appassionati di brividi e genere thriller con quel pizzico di visione tutta giovanile sul mondo.

In Get dirty ci troviamo davanti a due omicidi che hanno scosso tutto il prestigioso liceo privato Bishop DuMaine. Siamo in California, in un luogo dove tutto sembra perfetto, appare senza ombre, ma ovviamente non è così. Continua a leggere

Porte aperte

Chi ama il calcio, lo ama davvero, ama gli stadi. Assistere alle partite dal vivo, vedere il gioco, ammirare i colori, sentire i cori. Fa tutto parte di un’esperienza che non si ripete mai in maniera uguale.

Sono tanti gli stadi nel mondo, ci sono quelli belli, quelli meno belli, quelli nuovissimi e luminosissimi, quelli datati e pieni di fascino, ma la cosa importante è che ognuno di loro lascia in qualche modo ricordi indelebili in chi vi fa ingresso.

Oggi come oggi gli stadi sono però chiusi al pubblico, colpevole una pandemia che coinvolge il mondo. I tifosi sentono la mancanza delle loro case, gli stadi appunto. Il calcio è snaturato senza migliaia di persone che incitano, soffrono, gioiscono.

Nel periodo che ci ha visti in completo lock down, primavera 2020, questa nostalgia si è fatta spazio anche nella mente e nel cuore di Paolo Condò, giornalista che conosce il calcio a trecentosessanta gradi come pochi. Come fare? La risposta è arrivata come meglio non poteva per uno che ha sempre avuto la penna in mano: ci voleva un libro. Un libro che raccontasse gli stadi sperando di poterci tornare al più presto. Così è nato Porte aperte – 30 avventure negli stadi più belli del mondo ( Baldini+Castoldi), un volume che racconta ben trenta stadi che l’autore ha visitato nel corso degli anni, stadi che hanno lasciato impronte indelebili, per quello che sono, per le partite che hanno ospitato, e per la città in cui sono stati costruiti. Continua a leggere

Le muse nascoste

Nella storia dell’arte per secoli le donne non sono state menzionate, se non in maniera sporadica.

I grandi artisti sono sempre stati uomini, le donne erano relegate a lavori di secondo piano e non certo portate in gloria. Eppure nelle opere d’arte le donne sono presenti.

Il genere femminile è stato ritratto, come personaggio centrale o meno, ma è da sempre presente. Chi sono dunque queste donne? Ce lo svela Lauretta Colonnelli, giornalista e scrittrice, in uno splendido volume, Le muse nascoste, edito Giunti.

Da Botticelli a Tiziano, da Bernini a Matisse sino a Cézanne, Hopper e tanti altri, il libro è suddiviso per opere che raccontano signore ai più sconosciute,  dando loro la fama che meritano, certamente una dignità. Continua a leggere

Merci, Monsieur Dior

Il mondo descritto  da Agnès Gabriel in Merci, Monsieur Dior ( Giunti) è speciale, un mondo in cui tutto è possibile, come in una fiaba in cui non possono mancare episodi negativi, momenti difficili, che però si risolvono, perché se si agisce nel rispetto degli altri non può cha andare così.

Francia, 1946: la giovane Célestine lascia la Normandia dove il suo futuro sarebbe stato tutt’altro che splendente per andare a Parigi, dove viene accolta nella piccola e umile casa dell’amica d’infanzia Marie, cameriera con l’insana abitudine di innamorarsi di ogni uomo con cui esce, pensando sempre che si tratti del principe azzurro, soffrendo ogni volta che viene abbandonata. Continua a leggere

Il nostro albero familiare

Mai come quest’anno il significato di “famiglia” ha acquisito importanza: una pandemia ci ha messo nelle condizioni di doverci allontanare fisicamente dagli affetti, ma questo ci ha resi più vicini col cuore.

Scoprire o riscoprire la propria famiglia è sempre importante, conoscere le nostre radici ci rende ancora più unici di quanto già non siamo.

A questo proposito in libreria ( e sulle piattaforme online per www.familium.it) si può trovare un libro non da leggere, ma da scrivere: Il nostro albero familiare di Monika Koprivova, tradotto in Italia da Monia Camuglia;  un libro illustrato, un albero genealogico da comporre per raccontare i propri cari e quindi sé stessi.

Che sia grande o piccola poco importa: tra genitori, fratelli, sorelle, zii, nonni e cugini,  è bello ritrovare quei particolari di una famiglia che troppo spesso andiamo dimenticando, per distrazione, per frenesia.

Il nostro albero familiare è un libro- non libro che invita a rallentare, a ricordare, a scrivere, per aggiungere, di giorno in giorno, dettagli di ciò che siamo, e di ciò che saremo attraverso i nostri figli, i nostri nipoti, coinvolgendo questi ultimi nella storia che li rappresenta, rispondendo alle loro domande.

Il nostro albero familiare rappresenta qualcosa da non scordare mai, qualcosa da aggiornare giorno per giorno con chi più ci è vicino.

In questo periodo dell’anno, poi, mentre il Natale si avvicina, questo libro, bello da vedere e da sfogliare è senza dubbio un’idea di regalo perfetta per tutti.

Monika Koprivova

Il nostro albero familiare

Traduzione di Monia Camuglia

www.familium.it

Prezzo: 29,90 euro

Donnafugata

Donnafugata è un luogo vicino a Ragusa, nella campagna, tra muri a secco e carrubi, ed è anche un casato tra i più antichi di Ibla.

Alla testa del casato c’è il Barone Corrado Arezzo De Spucches, che viene raccontato, insieme alla sua famiglia, dai genitori alla balia Annetta sino alla figlia e alle nipoti, da Costanza DiQuattro nel libro intitolato proprio Donnafugata ( Baldini+Castoldi). Continua a leggere

Devo essere brava

Sara è una ragazzina arrabbiata, e ha qualche ragione per esserlo.

Il padre se ne è andato di casa, l’ha lasciata così, da un giorno all’altro, e l’ha lasciata ancora più sola, da quando la madre è andata a lavorare altrove abbandonandola a sua volta, e suo fratello Rocky…beh suo fratello Rocky è il motivo per cui Sara deve comportarsi bene.

Sara è nata dalla penna di Alessandro Q. Ferrari Devo essere brava ( DeA Planeta), vive a Roveto, dive il grigiore annebbia la mente e impedisce di vedere il futuro.

Per questo se ne deve andare da lì, per andare a riprendersi il fratello. Continua a leggere